Gattuso e l’Italia ai playoff con l’Irlanda del Nord: “I miei giocatori non sono degli scappati di casa”

"I miei giocatori non sono degli scappati di casa". E la frase che meglio di ogni altra spiega bene qual è il pensiero e la carica motivazionale che ha Gennaro Gattuso quando in conferenza stampa parla dei playoff con l'Irlanda del Nord. Fa riferimento al pericolo che va "annusato" perché loro – dice – "fanno paura" sui calci piazzati, "corrono molto e ci mettono cuore anche se non hanno qualità elevatissime". Il veleno, inteso come motivazioni forti, dà per scontato che la sua Nazionale ne abbia incamerato abbastanza da sputarlo in mezzo al campo come piace a lui. Ma chiarisce subito che da parte sua non ci metterà il carico da 90 sopra in termini di pressione… ce n'è già abbastanza sulla squadra e sui calciatori. La ricetta migliore è una sola: infondere serenità. "Non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui e 10 sedute video al giorno. Bisogna approcciarsi alla partita sapendo quello che bisogna fare".
Fiducia nel gruppo e la scelta personale di giocare a Bergamo
Una riflessione, quest'ultima, che gli consente di precisare quanto sia cosciente della forza degli Azzurri. "C'è gente che ha vinto trofei, scudetti… è arrivata in finale di Champions e ha vinto un Europeo". E tanto basta a rimarcare la fiducia assoluta che ha nel gruppo fortemente voluto anche al netto di esclusioni rumorose (Zaniolo, Bernardeschi) ma che non sono una bocciatura ("se poi andremo al Mondiale le porte restano aperte e si possono fare altre valutazioni"). Quello di giovedì sera a Bergamo ("stadio che ho scelto io", ci tiene a sottolineare parlando del fattore ambientale) è solo il primo ostacolo.

Affrontarlo nel catino della New Balance Arena può fare tutta la differenza in situazioni del genere. "Abbiamo giocato lì al mio esordio in panchina e ci hanno applaudito all'intervallo anche se non stavamo facendo bene. È una cosa che ho apprezzato. Uno stadio da 25mila posti può diventare un catino… magari a San Siro rischi di avere divisioni tra tifosi del Milan e dell'Inter e di sentire qualche rumore a causa di qualche passaggio sbagliato".
Le condizioni dei calciatori e perché Chiesa ha lasciato il ritiro
Se tutto andrà bene, ci sarà una tra Galles e Bosnia Erzegovina da battere ancora prima di staccare il pass per la Coppa del Mondo 2026 in Usa, Canada e Messico. Ma quello sarà l'ultimo step, prima c'è l'Irlanda del Nord da affrontare con la migliore formazione possibile. "Prima di tutto c'è la partita di giovedì… non possiamo rischiare giocatori che non stanno bene e poi siamo costretti a sostituirli dopo cinque minuti, significherebbe essere kamikaze – ha aggiunto Gattuso in conferenza -. Scamacca ha un problema agli adduttori e come lui Bastoni. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico e spero di averlo a disposizione già domani. Mancini ha solo un affaticamento, Calafiori ieri ha sentito un dolorino ma non dovrebbe essere nulla di che. Chiesa si è presentato ma aveva qualche problema e sia io che lui abbiamo deciso che era inutile che restasse".

A proposito dell'ex Juve, sorge spontanea un'altra domanda: perché ha lasciato Coverciano? Il ct non ha usato giri di parole. "I giocatori non sono tutti uguali… Quando capisco che qualcuno è titubante non posso forzare la mano. Se un giocatore mi dice che non sta bene ed è convinto di ciò, è inutile insistere. Se poi sul campo ci lascia un ginocchio o rimedia uno strappo, come potrebbe poi guardarmi in faccia?".
Gli esclusi che fanno discutere, ma non è una bocciatura
La chiosa della conferenza è dedicata all'ennesimo riferimento a cosa abbia spinto il ct a selezionare alcuni calciatori rispetto ad altri. Alla cosiddetta lista degli esclusi. Non si è trattato di una bocciatura, lascia una porta aperta. "Ci sono ragazzi che avrebbero meritato come Zaniolo, Bernardeschi, Fagioli, Orsolini, ma la scelta di punta sul gruppo è stata questa. Se poi andremo al Mondiale le porte restano aperte e si possono fare altre valutazioni".