Filippo Galli smentisce Maldini sul Milan e tira in ballo suo figlio Daniel: “La storia non torna”
La frase di Paolo Maldini sul settore giovanile del Milan non è passata inosservata a Filippo Galli. Nell'intervista concessa ad Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera il 9 agosto, l'ex capitano rossonero aveva indicato proprio l'esperienza dei figli Christian e Daniel come esempio dei problemi del calcio italiano: "Nelle giovanili del Milan si parla solo di tattica; se un ragazzo ha talento, è un problema".
Parole che chiamano direttamente in causa Galli, responsabile del vivaio rossonero dal 2009 al 2018 e per anni compagno di Maldini nel Milan. Sul blog "La complessità del calcio" l'ex difensore ha replicato: "Quelle affermazioni mi riguardano direttamente", precisando che quel percorso fu costruito da un intero gruppo di lavoro e anche attraverso una collaborazione con l'Università Cattolica.
Filippo Galli usa Daniel Maldini per smentire Paolo
Il punto centrale riguarda proprio Daniel Maldini. Galli ricorda che il figlio di Paolo, oggi al Cagliari, attraversò il vivaio in una fase di maturazione fisica più lenta rispetto ai coetanei. Una condizione che avrebbe potuto penalizzarlo se l'obiettivo fosse stato soltanto vincere subito. Il Milan, sostiene invece Galli, scelse di aspettarlo: "Il talento veniva riconosciuto, protetto e accompagnato".
Ed è qui che la versione di Galli entra frontalmente in contrasto con quella di Maldini. L'ex responsabile del vivaio respinge l'idea di un settore giovanile dominato dal tatticismo e rivendica un metodo nel quale tecnica e creatività venivano sviluppate dentro il gioco. "Non riesco a spiegarmi come la stessa lezione, applicata a un vivaio, possa diventare improvvisamente ‘troppa tattica'", scrive riferendosi anche ai modelli di Cruijff e Guardiola citati da Maldini.
La stoccata di Galli a Maldini: "Non si è mai davvero occupato di formazione giovanile"
La replica diventa poi ancora più netta. Galli sottolinea che Paolo Maldini "di formazione giovanile non si è mai davvero occupato" e distingue l'esperienza del grande calciatore dalle competenze necessarie per costruire un percorso tecnico ed educativo. Il concetto finale è esplicito: essere stati campioni non garantisce automaticamente di essere grandi allenatori o dirigenti.
Il paradosso è proprio Daniel. Cresciuto nel Milan, arrivato in prima squadra, campione d'Italia nel 2022 e poi passato da Spezia, Empoli, Monza, Atalanta e Lazio, ha esordito anche con la Nazionale maggiore. Dal 9 agosto è un nuovo giocatore del Cagliari. È proprio la sua carriera che oggi padre e antico responsabile del vivaio utilizzano per sostenere due letture opposte dello stesso sistema. Per Galli, infatti, "la storia non torna".