Esame ‘farsa’ di Suarez a Perugia: condannati gli ex vertici dell’Università per stranieri

Si è chiuso con la condanna dei tre imputati il processo legato al presunto esame “pilotato” sostenuto da Luis Suarez nel 2020 per ottenere la certificazione della conoscenza della lingua italiana. All’epoca, l’attaccante uruguaiano militava nel Barcellona ed era vicino a un possibile trasferimento alla Juventus, per il quale il riconoscimento della cittadinanza avrebbe facilitato il tesseramento come giocatore comunitario.
Il tribunale ha inflitto un anno e mezzo di reclusione, con pena sospesa, all’ex rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli, all’ex direttore generale Simone Olivieri e a Stefania Spina, già responsabile del Centro di certificazione linguistica. Le accuse riguardavano falso e rivelazione di segreto d’ufficio.

Caso Suarez, sentenza sull’esame “farsa”: condannati gli ex vertici dell'Università
I giudici hanno però assolto gli imputati dall’accusa di falso ideologico con la formula "perché il fatto non sussiste", relativa alla decisione di anticipare la prova d’esame. Inoltre, l’imputazione per rivelazione di segreto è stata ridimensionata, escludendo qualsiasi vantaggio economico per i coinvolti, che hanno sempre sostenuto la correttezza del loro operato.
Secondo l’accusa, sarebbe stata organizzata una sessione ‘ad personam' per Suarez, con anticipazioni sui contenuti della prova. Il certificato di livello B1 era necessario per ottenere la cittadinanza italiana e, quindi, facilitare un eventuale ingaggio da parte della Juventus, trattativa che però non si concretizzò.

"L’accusa si è ridimensionata già in questo primo grado e le condanne sono state inferiori a quelle chieste dall’accusa – ha commentato l’avvocato Francesco Falcinelli, difensore di Olivieri –. Attendiamo le motivazioni della sentenza e poi ricorreremo in appello".
Anche la difesa degli altri imputati ha sottolineato il ridimensionamento del caso: "Pur sfociando in una condanna, la decisione segna un ridimensionamento del quadro accusatorio – ha dichiarato l’avvocato David Brunelli, legale della ex rettrice e di Spina –. Il Tribunale ha ridimensionato la vicenda del cosiddetto “esame farsa”, ma non nella misura da noi auspicata, non avendo accolto la richiesta di piena assoluzione per la Rettrice Grego e per la professoressa Spina".
"Nell’attesa di leggere le motivazioni della sentenza, rimaniamo convinti delle nostre buone ragioni e contiamo di farle valere nel successivo giudizio di appello", ha concluso Brunelli, ricordando anche che la richiesta iniziale di risarcimento, pari a un milione di euro, è stata ridotta a 100mila euro.