Dà una testata in area e viene espulso, ma il Liverpool non ha il rigore: cosa dice il regolamento
Un giocatore colpisce un avversario con una testata dentro l'area di rigore, l'arbitro lo espelle dopo essere stato richiamato dal VAR, ma la squadra che ha subito l'aggressione non ottiene il penalty. È quanto accaduto durante Brentford-Liverpool, partita di Premier League vinta 2-1 dai Reds. Protagonista Yehor Yarmoliuk, centrocampista dei padroni di casa, espulso per condotta violenta nei confronti di Jeremy Jacquet nel recupero del primo tempo. Una decisione apparentemente contraddittoria, che trova però una spiegazione precisa nel regolamento del calcio.
L'episodio arriva nel recupero del primo tempo, con il Brentford avanti 1-0 grazie al gol di Keane Lewis-Potter. Il Liverpool deve battere un calcio d'angolo e, mentre i calciatori si sistemano nell'area avversaria, Yarmoliuk entra in contrasto con Jacquet che lo stava provocando. L'ucraino porta la testa verso il volto del difensore francese, che finisce a terra. Nel frattempo il calcio d'angolo viene battuto, la difesa allontana il pallone e il gioco prosegue regolarmente fino a quando il VAR Darren England richiama l'attenzione dell'arbitro John Brooks, invitandolo a rivedere le immagini.
Dopo aver osservato l'episodio al monitor, Brooks mostra il cartellino rosso a Yarmoliuk per condotta violenta. Il Brentford resta in dieci uomini, ma il Liverpool deve comunque battere il calcio d'angolo. Nessun rigore, nonostante tutto sia accaduto all'interno dell'area.
Perché il Liverpool non ha avuto il rigore dopo la testata: cosa prevede l'IFAB
A decidere la ripresa del gioco è un particolare temporale: quando Yarmoliuk compie il gesto, il calcio d'angolo non è ancora stato battuto. Il pallone, quindi, non è in gioco.
La Regola 12 dell'IFAB, l'organismo che stabilisce le regole del calcio, distingue i provvedimenti disciplinari dalla modalità con cui riprende la partita. Se un'infrazione viene commessa mentre il pallone è fuori gioco, si riprende secondo la decisione già presa dall'arbitro. In questo caso, dunque, con il corner assegnato al Liverpool.
La Regola 17 propone persino un esempio analogo: un difensore spinge un avversario in area prima della battuta di un calcio d'angolo. L'arbitro può ammonirlo o espellerlo, a seconda della gravità del gesto, ma non può assegnare il rigore perché il pallone non era ancora in gioco.
C'è poi un altro aspetto. La condotta violenta può essere punita con l'espulsione anche quando un calciatore tenta di colpire l'avversario senza riuscire a stabilire un contatto pieno. Per questo il VAR può intervenire per segnalare il possibile cartellino rosso, senza che la revisione comporti automaticamente un calcio di rigore.
Il Liverpool aveva già visto un rigore cancellato dal VAR
La scena arriva dopo un altro episodio arbitrale nel finale del primo tempo. Poco prima, Brooks aveva assegnato un rigore al Liverpool per un intervento di Dango Ouattara su Alexis Mac Allister, ma il VAR era intervenuto facendo revocare la decisione.
Nella ripresa i Reds approfittano della superiorità numerica: Victor Munoz pareggia al 62′, Alexander Isak completa la rimonta al 70′. Nel recupero il Brentford resta addirittura in nove per l'espulsione di Vitaly Janelt, che riceve il secondo cartellino giallo.
Il Liverpool vince così una partita nella quale il momento decisivo era arrivato ancora prima dell'intervallo, con una testata punita dal cartellino rosso ma non dal dischetto.