Superlega Europea del calcio. È il progetto che fa tremare l'Uefa, le federazioni e le leghe nazionali e rischia di cambiare per sempre l'organizzazione del calcio a livello internazionale. Si tratta, di fatto, di una competizione privata, alternativa alla Champions League e con logiche diverse: vi prenderebbero parte 20 squadre, tra cui i 15 club fondatori più cinque società ammesse ogni anno in base ai risultati della stagione precedente. Una rivoluzione, destinata a partire nel 2022 o al più tardi nel 2023, spinta da ragioni puramente economiche: il piano sarebbe spinto da un investimento iniziale complessivo di quasi 5 miliardi a favore dei club fondatori e prevede introiti per 350 milioni di euro a stagione per squadra.

Superlega Europea del calcio: cos'è e come funziona

La Superlega Europea è una nuova competizione internazionale. Di natura privata, l'aspetto più rivoluzionario dell'intero progetto: non sarebbe gestita dall'Uefa ma direttamente dai club fondatori della Superlega. Rappresenta una minaccia alla Champions League e all'intera organizzazione attuale del calcio, basata sul binomio tra campionati nazionali e coppe europee, perché di fatto nascerebbe in competizione all'attuale Champions. L'idea di partenza prevede la partecipazione di 20 squadre suddivise in due gironi e una formula simile a quella tipica delle coppe europee, con incontri infrasettimanali che prevedono andata e ritorno spalmati lungo tutto l'arco della stagione nelle stesse finestre del calendario impegnate oggi da Champions ed Europa League.

Le prime tre classificate di ogni girone si qualificheranno direttamente ai quarti di finale, con la quarta e la quinta che si affronteranno per i due restanti posti disponibili sempre con la formula di andata e ritorno. Da qui si procederà ad eliminazione diretta fino alla finale che invece si disputerà in gara secca, nel mese di maggio in uno stadio neutrale.

Le squadre della Superlega

La Superlega Europea nasce come competizione chiusa, almeno in parte. Prevede 20 squadre partecipanti, tra cui i 15 club fondatori e cinque compagini a rotazione. La presenza delle squadre fondatrici in ogni edizione della Superlega non è in discussione: non è previsto alcun meccanismo di qualificazione per i club che parteciperanno alla creazione del torneo. I criteri che determineranno la presenza delle altre società non sono stati ancora definiti nei minimi dettagli (si è parlato di selezione in base ai risultati conseguiti la stagione precedenti).

Sebbene alla stesura del progetto di una Superlega Europea abbiano partecipato 15 club, secondo le ultime indiscrezioni soltanto 12 sarebbero pronti a confermare la propria adesione al piano:

  • Inter (Italia)
  • Juventus (Italia)
  • Milan (Italia)
  • Atletico Madrid (Spagna)
  • Barcellona (Spagna)
  • Real Madrid (Spagna)
  • Arsenal (Inghilterra)
  • Chelsea (Inghilterra)
  • Liverpool (Inghilterra)
  • Manchester City (Inghilterra)
  • Manchester United (Inghilterra)
  • Tottenham (Inghilterra)

Perché nasce la Superlega

Da anni ai vertici del calcio europeo era in atto un confronto sul futuro delle competizioni e dei club. Da parte delle società più importanti del panorama europeo è stata più volte avanzata la necessità di una profonda riforma che consentisse ai club di sfruttare le risorse offerte da un mercato ormai globale per aumentare i ricavi e rendere possibili nuovi investimenti. La Superlega Europea nasce sulla spinta di quegli stessi club, determinati di fatto a staccarsi dall'Uefa per poter gestire direttamente l'organizzazione della competizione e la suddivisione dei ricavi. La banca americana JP Morgan avrebbe già garantito un investimento iniziale vicino ai 5 miliardi per finanziare l'avvio del progetto. Nei piani dei fondatori della Superlega c'è l'obiettivo di garantire introiti minimi per 350 milioni a stagione per ogni squadra partecipante.

Cosa rischiano i club della Superlega: le sanzioni

La Superlega Europea rappresenta un'evidente minaccia per lo status quo del calcio, un attacco frontale al potere di Fifa, Uefa, federazioni e leghe nazionali. Il progetto prevede che i principali club del mondo si mettano in proprio sfuggendo in qualche modo al controllo delle istituzioni del calcio. Non è un caso, dunque, che queste si siano schierate compatte contro il progetto di una Superlega, con termini durissimi e minacce di provvedimenti altrettanto severi: si va dall'esclusione da coppe a campionati alla possibilità di azioni legali con richieste nell'ordine dei miliardi per i danni causati. La stessa Fifa, alcuni mesi fa, aveva messo in guardia persino i giocatori, spettatori di una battaglia che si gioca sul piano politico più che in campo: ai calciatori che dovessero prendere parte alla Superlega sarà impedita la possibilità di indossare la maglia della propria nazionale.