L'indagine che vede coinvolti vertici e professori dell'Università per Stranieri di Perugia dopo l'esame di italiano sostenuto da Luis Suarez e viziato da gravi irregolarità è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Perugia sotto il comando del colonnello Selvaggio Sarri. Ai microfoni di Fanpage.it ha raccontato dettagli e retroscena di un'attività investigativa che va avanti da mesi e ha riscontrato evidenti anomalie nei giorni precedenti allo svolgimento dell'esame del calciatore uruguaiano, predisposto nei minimi dettagli da persone all'interno dell'ateneo.

"Stavamo indagando in merito da febbraio 2020, su delega della Procura della Repubblica di Perugia, sulla gestione amministrativa poco chiara dell'Università degli Stranieri – ha spiegato il colonnello Sarri -. Nel corso delle attività tecniche avviate abbiamo intercettato delle conversazioni che riguardavano lo svolgimento dell'esame, la fase propedeutica e quindi la richiesta della Juventus di far svolgere l'esame affinché Suarez potesse completare l'iter per diventare cittadino italiano e quindi comunitario, avendo lui la moglie di origine italiana".

È qui che all'interno dell'ateneo inizia un iter diverso dal solito per l'esame di Luis Suarez: "Probabilmente i vertici dell'Università, ammaliati dalla possibilità di avere questo candidato illustre e di avere rapporti futuri con la Juventus, hanno dato la massima disponibilità e hanno subito fatto un corso online, visto il tempo ridotto di una settimana. Però si sono accorti che Suarez a malapena comprendeva l'italiano e non lo parlava per niente. Quindi hanno fatto un corso ad hoc, incentrato sulle domande che gli avrebbero fatto, e gli hanno fatto imparare a memoria delle risposte in modo tale che durante l'esame riuscisse a dire qualcosa, stando attenti a non uscire dai binari con altre domande".

Così come le domande, anche le valutazioni erano già concordate: "Avevano, preventivamente, già stabilito già la votazione da attribuirgli: il livello B1, quello necessario introdotto da Salvini nei Decreti Sicurezza per richiedere la cittadinanza italiana. Il certificato, il verbale, era già tutto predisposto. Quando Suarez si è presentato a Perugia per sostenere l'esame era solo un pro-forma, perché bisognava sostenere l'esame in presenza. Lui è riuscito a dire quelle quattro cose che aveva imparato a memoria e questo gli avrebbe consentito di avere la certificazione per completare l'iter della cittadinanza. Questa cosa, però, non riguarda la nostra indagine perché noi abbiamo monitorato solo il discorso dell'esame e ci siamo concentrati su quello che accadeva all'interno dell'Università".

All'interno dell'ateneo la preoccupazione era che Suarez, incrociando i giornalisti assiepati all'esterno della struttura, potesse incappare in un'intervista indesiderata, finendo per mettere a nudo le sue evidenti lacune linguistiche. Così si è studiato un percorso ad hoc per guidarlo all'esterno evitando contatti con la stampa: "I vertici si preoccupavano di far uscire Suarez da vie secondarie per evitare che venisse intervistato dai giornalisti e tutti si accorgessero che non sapeva parlare italiano".

Il giocatore non è indagato ("Ha beneficiato di condotte illecite commesse da pubblici ufficiali, non è tra gli indagati") mentre sulla posizione della Juventus nella vicenda non sono state ravvisate anomalie, allo stato attuale dell'indagine: "Juventus coinvolta nell'organizzazione dell'esame? Ne ha manifestato l'esigenza. Non abbiamo evidenze particolari, a meno che nel corso delle perquisizioni in atto non troviamo qualcos'altro. Per il momento gli indagati sono solo all'interno dell'Ateneo".