Carlo Ancelotti non sarà CT dell’Italia: rinnova col Brasile e fa aumentare lo stipendio dello staff

Carlo Ancelotti non si staccherà dalla panchina del Brasile dopo i prossimi Mondiali 2030. Anzi, le voci che arrivano da Oltreoceano parlano di un accordo verbale tra l'allenatore e la Federcalcio verdeoro per rilanciare e prolungare l'attuale contratto a prescindere da quali saranno i risultati della Seleçao quest'estate. Una eventualità che spiazzerebbe molti, soprattutto in Italia dove il suo nome si è fatto sempre più insistente come inserimento giusto e opportuno in Nazionale per rifondare e far ripartire il nostro calcio subito e nel modo migliore. Oramai si è ai dettagli: stipendio, altissimo, invariato e aumento per i suoi collaboratori.
Il rinnovo di Ancelotti col Brasile ai dettagli: "Già discusso a fondo, siamo d'accordo"
La Federazione brasiliana ha anticipato i tempi ed è scattata in contropiede: è bastata l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali 2026 e un alito di vento che sussurrava l'interesse per Ancelotti in chiave Azzurri che non si è perso tempo, presentando all'attuale CT il prolungamento dell'attuale accordo, fin nei minimi dettagli, mostrandogli totale disponibilità e dandogli di fatto le chiavi per il futuro. Ad oggi, il contratto prevede la conduzione fino alla fine del torneo tra Stati Uniti, Canada e Messico, poi il consensuale arrivederci. Solo in caso di successo, c'era la possibilità concreta di lavorare su un prolungamento. E invece? Già adesso, a due mesi dai Mondiali tutto sarebbe stato già apparecchiato a tal punto che l'annuncio ufficiale sarà una mera formalità.

"Ne abbiamo già discusso a fondo, ne abbiamo parlato prima di partire dal Brasile, ci siamo incontrati di persona e abbiamo concordato che al nostro ritorno dalla pausa per le nazionali FIFA avremmo firmato il contratto per un altro periodo", ha rivelato il presidente della CBF Samir Xaud, in un'intervista esclusiva a ESPN verso la fine di marzo. Tutto si era concluso nel silenzio, poi il baratro apertosi sotto i piedi della Nazionale Italiana e le conseguenti congetture di un richiamo in Patria di Ancelotti, hanno portato il Brasile ad accelerare le manovre. Dopotutto, i presupposti ci sono: il rinnovo prevede gli stessi emolumenti attuali, 10 milioni a stagione, lo stipendio mai pagato ad un CT nella storia del Brasile.

L'unica richiesta di Ancelotti: aumento per il proprio staff tecnico
E poi, la durata dell'accordo che non contrasta con le attuali normative sul lavoro che vigono in Brasile: un 2+2 viste le limitazioni per i lavoratori stranieri imposte dal Governo brasiliano sui contratti a tempo indeterminato che lo condurranno fino al 2030. Insieme ai suoi collaboratori attuali, nello staff composto da Paul Clement e Francisco Mauri, il preparatore atletico Mino Fulco e l'analista delle prestazioni Simone Montanaro che riceveranno, invece, un aumento. Precisa richiesta da parte di Ancelotti, che avrebbe già dato il proprio consenso alla firma digitale a distanza, visto che si trova in Canada. E chi pensava che l'attuale contratto fosse oramai verso la scadenza o il CT si fosse preso una "via di fuga" per essere libero su eventuali alternative si è sbagliato del tutto. L'Italia dovrà ripartire, ma dovrà farlo senza Ancelotti CT.