Calafiori spiega cosa non va a Londra: “Non mi piace come guidano, seguono troppo le regole”

Riccardo Calafiori nelle ultime ore ha fatto parlare di sé Oltremanica per le dichiarazioni fatte nella sua intervista al podcast di Cattelan: non solo per il suo desiderio non nascosto – in barba a ogni dichiarazione di facciata, visto che l'Arsenal punta molto su di lui dopo averlo pagato una cinquantina di milioni – di tornare alla Roma prima o poi ("ho lasciato qualcosa a metà, vorrei esultare sotto la curva"), ma anche per la critica a qualcosa che gli dà fastidio a Londra nella vita di tutti i giorni: le file di automobili che a suo dire si creano perché i guidatori sono "lenti" e "seguono troppo le regole".

Calafiori a Londra ha l'autista per andare al campo di allenamento dell'Arsenal
Il discorso parte dalla domanda sulla "giornata tipo di Calafiori da quando si sveglia". "È molto ‘boring' (noiosa, ndr), mi sveglio e vado al campo – spiega il nazionale azzurro, appena rientrato da una sosta ai box per infortunio che gli ha fatto perdere la maglia da titolare – Solitamente l'appuntamento è entro le 9 e un quarto lì. Ci metto 50 minuti per arrivare. Mi muovo in macchina, ma non guido, ho l'autista. Preferisco non guidare qua. Non ho la macchina, ma potrei guidare, la patente vale uguale".

Riccardo eccepisce sul modo di guidare degli inglesi…
Il motivo per cui Calafiori preferisce non mettersi lui stesso al volante, lo specifica subito dopo: un lievissimo fastidio per il modo di guidare dei locali… "È perché mi preoccupa la guida a sinistra? Ho fatto qualche guida. In realtà è solo il fatto che sono abbastanza lontano dal centro di allenamento e non mi piace come guidano qui. Seguono troppo le regole e sono un po' lenti. Cioè, a volte vedi queste file, queste code di traffico senza motivo. Io potevo girare qua, purtroppo sono fatti così. Qualche difetto ce l'hanno", conclude col sorriso il 23enne difensore romano.