Ventitre partite, 11 gol. È il bilancio di Ante Rebic con la maglia del Milan, nella seconda parte: da gennaio a oggi l'apporto del croato alla manovra d'attacco dei rossoneri è stato determinante, complice (anche) l'arrivo di Zlatan Ibrahimovic che ha permesso all'ex Eintracht di cambiare marcia e alzare il livello di rendimento. Lo conferma anche un dato statistico sottolineato dalla Opta: nell'anno solare 2020, infatti, solo Erling Haaland (13 gol) e Robert Lewandowski (12) hanno segnato più reti su azione di Ante Rebic (11) nei primi 5 campionati europei. Una vera e propria esplosione per la punta del "diavolo" che rispetto ai colleghi più illustri ha giocato meno minuti.

Quando ha iniziato a segnare con maggiore continuità Rebic? Serve portare indietro le lancette dell'orologio al 19 gennaio scorso quando con una doppietta mandò ko l'Udinese. Quella gara fu come uscire da un incubo considerato che da settembre a dicembre per lui, su 18 incontri, c'era stata molta panchina (9 volte) e un minutaggio basso (in media, meno di un tempo). Il croato s'è ripetuto contro il Brescia e poi non s'è fermato più o quasi… Inter, Torino, Fiorentina, Lecce, Roma, Lazio e Juventus le squadre contro le quali è andato a bersaglio. S'è concesso una "pausa" contro Napoli e Parma poi è tornato al gol contro il Bologna, nel pokerissimo (5-1) che i rossoneri hanno rifilato alla formazione di Mihajlovic.

Se il Milan del post lockdown è una macchina da gol molto del merito va anche a Rebic. Le cifre? Eccole e dicono molto di come il "diavolo" abbia cambiato pelle dalla ripresa del campionato. La media è di più di tre gol a partita. Basta fare un calcolo semplice semplice: sono ben 25 le reti messe a segno dalla formazione allenata Stefano Pioli nelle ultime otto partite finora giocate e il risultato rotondo contro il Bologna ne è la conferma.