Carlo Ancelotti e Rino Gattuso, nel corso della loro esperienza al Milan, di lacrime ne hanno versate tante. Soprattutto in quella magica serata del 28 maggio 2003, quando all'Old Trafford di Manchester i rossoneri conquistarono la Champions League battendo ai rigori la Juventus di Marcello Lippi. Quelle scese nelle ultime ore, dopo la decisione di Aurelio De Laurentiis, sono però state amarissime per entrambi.

La ricostruzione che il ‘Corriere della Sera' ha fatto dell'incontro tra il patron del Napoli e l'ormai ex allenatore emiliano, ha infatti portato alla luce lo stato d'animo di Ancelotti: tradito non solo da De Laurentiis ma anche dallo stesso Gattuso, con il quale ha sempre avuto un rapporto speciale. Secondo il racconto del quotidiano milanese, di fronte alla decisione del presidente ("Rino è una mia scommessa") e al silenzio dello stesso Gattuso, ‘Carletto' sarebbe infatti crollato emotivamente e sarebbe uscito dall'incontro con il patron con gli occhi lucidi.

Il precedente tra Sacchi e Ancelotti

Alla base di questa forte delusione del mister di Reggiolo ci sarebbe proprio il comportamento del ‘figliol prodigo'. Ancelotti si sarebbe aspettato una telefonata dal suo allievo: un contatto per smentire o meno quelle indiscrezioni che avevano rivelato il piano di De Laurentiis e confermato la disponibilità del tecnico calabrese. La telefonata è invece arrivata a giochi fatti e l'imbarazzo ha preso il sopravvento fino ad innalzare un muro (forse invalicabile) tra Ancelotti e Gattuso.

Lo stato d'animo di Ancelotti, superato e sostituito dal discepolo prediletto, lo conosce bene anche Arrigo Sacchi che durante il bivio fondamentale della sua carriera lasciò il Parma per traslocare a Milanello. Pochi anni più tardi, sulla panchina dei ‘Ducali' arrivò proprio Ancelotti: l'uomo che per Sacchi è sempre stato un figlio.