“Non c’è più rispetto, neanche tra di noi”, cantava Zucchero in uno dei suoi brani più celebri quasi trent’anni fa. Questo storico pezzo potrebbe averlo ascoltato spesso in queste ultime settimane Francesca Piccinini, una leggenda della pallavolo femminile, che ha vinto più di venti trofei nella sua lunga e luminosa carriera (comprese cinque Champions League), che oggi sul proprio profilo Facebook in un messaggio ha espresso tutta la sua amarezza per come sono cambiate le cose in questi ultimi anni all’interno delle squadre di pallavolo. La Piccinini con questo post di fuoco ha aperto uno scontro generazionale nel mondo del volley, in cui secondo lei le nuove leve, a differenza di ciò che accadeva nel passato, non rispettano le giocatrici più esperte. Le atleta più giovani oggi sono fin troppo sfrontate ‘hanno la lingua lunga’ e sono sempre attaccate al proprio smartphone.

Lo sfogo di Francesca – “In questi vent’anni di pallavolo ho attraversato quattro generazioni di atlete, ero la più piccola dello spogliatoio, e ora la senatrice del gruppo, e le ragazze sono cambiate tanto rispetto a quando ho iniziato io a giocare. Ho giocato con molte ragazze brave e umili. Ma spesso altre entrano in una squadra credendo che tutto gli sia dovuto, non hanno rispetto di chi è più esperto e ha una storia. Hanno la lingua lunga e il cellulare ultimo modello sempre sotto gli occhi. A 18 anni rispondono a muso duro a quelli di 40, io quando ne avevo 18 ascoltavo e sapevo stare al mio posto. Io capisco la voglia di essere giovani e sfrontati, ma bisogna avere rispetto. Soprattutto quando non hai ancora vinto niente nella vita. E comunque il rispetto serve anche se hai avuto successo”.

Il c.t. Bonitta la difende – L’allenatore della nazionale femminile, che cerca la qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016, pur non inimicandosi le nuove leve dimostra di condividere le idee dell’icona del volley azzurro: “Non so a cosa si riferisce di preciso Francesca. Facendo un discorso in generale, dal mio punto di vista ho notato che ci sono delle diverse dinamiche di approccio al gruppo rispetto a una volta. Prima si perdeva meno tempo e si lavorava di più. Di sicuro oggi per un allenatore è più difficile rapportarsi con queste generazioni rispetto alle precedenti. I ruoli, una volta, erano maggiormente rispettati. Ma non è solo una questione legata alla pallavolo, il discorso può essere allargato alla società, alle mode e ai costumi della nostra epoca”.