Simone Giannelli ha dato una lezione di sport un istante dopo la sconfitta più bruciante per l’Italia
Simone Giannelli ha dato una lezione di sport rifiutando la spiegazione più facile dopo la sconfitta dell'Italia contro la Finlandia nei quarti di finale degli Europei di Volley. "Parlare di atteggiamento non significa niente", dice dopo la battuta d'arresto più bruciante perché arrivata in casa e contro un avversario che sembrava alla portata. Il capitano della Nazionale non cerca alibi e mette da parte qualsiasi riferimento alla questione di testa, alla pressione. Quando gli parlano di compagni che avevano "gli occhi persi nel vuoto", corregge quella lettura così poco fedele all'unica chiave interpretativa possibile: la prestazione al di sotto delle attese. È giusto che la batosta presa sia raccontata restando sui fatti: gestione dei momenti decisivi e troppe pecche in gara hanno avuto un peso enorme. "Non siamo riusciti a fare una partita di livello, abbiamo fatto troppi errori tecnici, il resto sono chiacchiere", è la sintesi perfetta dell'uomo che accetta il risultato del campo. E soprattutto riconosce il valore degli avversari.
Giannelli: "Rendiamo merito alla Finlandia"
La Finlandia ha giocato meglio nei momenti cruciali della partita. Ha saputo rialzarsi dopo un primo set perso per qualche sbavatura di troppo e ribaltato l'inerzia dell'incontro vincendo con pieno merito il secondo e il terzo. Poi ha resistito al ritorno dell'Italia, azzannando il match quando sull'11-8 per gli Azzurri il tie-rebak sembrava incanalato.
La verità, anche se fa male, è che loro sono riusciti a trovare le contromisure mentre la Nazionale, che ha faticato a rispondere ai servizi dei finlandesi, non ha avuto la lucidità per conservare il vantaggio. "Non è da noi… ma lo sport è così, ci sono anche gli avversari e se hanno meritato di vincere bisogna solo riconoscere loro il merito di avercela fatta – ha aggiunto Giannelli -. Parlare di atteggiamento non significa nulla: bisogna essere concreti, e i finlandesi lo sono stati più di noi".
Niente alibi: "Occhi persi nel vuoto? Non esageriamo"
È su questa falsariga che Giannelli rigetta anche un'altra riflessione che gli viene posta dopo la gara. Sentire che la squadra aveva "gli occhi persi nel vuoto" proprio non gli piace, porta la sconfitta al di fuori della cornice sportiva. "Ma non esageriamo, vincere e perdere fa parte del gioco". E preferisce ragionare delle cose di campo: "Loro sono rimasti attaccati al punteggio mentre noi siamo calati. Se vogliamo fare un passo in avanti bisogna rimboccarci le maniche e provare a essere più competitivi".
Nemmeno l'ipotesi di pausa mentale tra il terzo e quarto set lo convince e fa una smorfia di disappunto al giornalista: "Mi verrebbe di rispondere d'impulso… ma è meglio che non lo faccia. E ti dico che no, non sarebbe servita". È andata male, si prende le responsabilità tecniche e dà una delle lezioni di sport più sincere: chi è più bravo, vince. E l'Italia non lo è stata.