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Olimpiadi Invernali 2026

Perché i pattinatori hanno un grande problema con la musica alle Olimpiadi 2026 di Milano Cortina

Alle Olimpiadi 2026 il pattinaggio artistico ha dovuto fare i conti con le licenze musicali negate all’ultimo e i programmi stravolti. Dal “Miniongate” risolto grazie ai fan al dramma di coppia su Prince: la burocrazia musicale sta rovinando il ghiaccio.
A cura di Ada Cotugno
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Il sogno olimpico di Milano Cortina 2026 di Tomàs Guarino Sabaté rischiava di essere rovinato a causa di un incubo burocratico che sta colpendo diversi pattinatori artistici. Lo spagnolo, sei volte campione nazionale, scenderà sul ghiaccio travestito da Minion con la musica del celebre film d'animazione Minions del 2015, ma la sua interpretazione stava per essere stravolta a pochi giorni dal debutto a causa di un problema con il copyright sulle canzoni usate. Gli intoppi con i diritti d'autore e le licenze negate sono quasi all'ordine del giorno per gli atleti, un problema invisibile al grande pubblico che ormai è diventato ingestibile.

Diverse testate in tutto il mondo hanno parlato del "Miniongate", come è stato ribattezzato il caso dello spagnolo che alla fine ha sbloccato la sua controversia con Universal e potrà pattinare sulla base che preferisce, senza dover rifare tutto da capo a pochi giorni dal grande evento. A Guarino Sabaté è andata bene perché la situazione si è sbloccata in fretta grazie anche all'indignazione e alla pressione dei suoi fan (anche se per alcuni brani del medley ci sono ancora discorsi in corso), ma il problema che ha colpito molti pattinatori è diventato un caso in occasione delle Olimpiadi.

Il caso Guarino Sabaté e il "Miniongate"

Gli atleti non devono pensare solamente agli allenamenti e a mantenere la forma migliore, perché quando si parla del pattinaggio uno dei grandi temi ignorati è quello legato alle licenze musicali che spesso non vengono concesse. L'International Skating Union impone delle regole ferree quando si parla di brani pop o abbastanza recenti: i team devono passare attraverso piattaforme di terze parti come ClicknClear per ottenere il via libera dalle major musicali come Sony, Warner o Universal che spesso negano il consenso all'ultimo minuto minacciando azioni legali e costringendo i pattinatori ad adottare altre soluzioni e a rivedere la propria performance.

A Guarino Sabaté era accaduto proprio questo, sebbene abbia già gareggiato con la musica del film Minions agli Europei di Pattinaggio di figura dello scorso anno, con tanto di costume giallo e blu che verrà utilizzato anche a Milano Cortina 2026. Per le Olimpiadi l'etichetta gli aveva negato l'autorizzazione, nonostante avesse seguito con attenzione il protocollo specificato dall'ISU, ma alla fine la controversia si è risolta e lo spagnolo potrà scendere sul ghiaccio vestito come uno dei protagonisti con la colonna sonora da lui scelta.

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Il problema delle licenze musicali nel pattinaggio

È un caso piuttosto unico perché in altre discipline funziona tutto diversamente. Nella ginnastica per esempio gli atleti top come Simone Biles possono ottenere permessi speciali per ottenere i brani più in voga del momento, senza dover passare attraverso tutto l'iter burocratico che richiede tempo e non sempre porta ai risultati sperati. Nel pattinaggio sul ghiaccio le etichette hanno piena discrezionalità e spesso cambiano idea all'ultimo secondo provocando danni agli atleti che vogliono utilizzare canzoni pop, rock o colonne sonore di film recenti.  Un altro esempio è quello delle canadesi Marie-Jade Lauriault e Romain Le Gac che avrebbero voluto esibirsi sulla musica di Prince: non potranno farlo alle Olimpiadi perché, sebbene abbiano utilizzato le sue canzoni in gare nazionali, non hanno ricevuto l'autorizzazione per Milano Cortina 2026 e sono state informate soltanto un mese prima dell'inizio dei Giochi.

Hanno dovuto ricostruire la loro esibizione da zero, un danno gigantesco per chi si ritrova a competere per una medaglia nell'evento più grande al mondo. Pattinatori di spicco come Amber Glenn hanno parlato pubblicamente del problema in conferenza stampa, portando a galla un mondo sommerso fatto di difficoltà e intoppi che spesso vengono rivelati a ridosso degli eventi creando enorme disagio. La statunitense ha definito il processo "faticoso", anche perché gli atleti coinvolti rischiano di finire in cause legali o di non essere trasmessi in tv per colpa del copyright, perdendo la visibilità che si sono guadagnati con tanta fatica.

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