31 Luglio 2012
15:17

Perchè gli atleti delle Olimpiadi mordono le medaglie?

Una strana consuetudine vuole che gli atleti trionfanti sul podio mordano le loro medaglie mentre sono abbagliati dai flash dei fotografi. Le spiegazioni di questo “rito” sono diverse e di sicuro estendibili al medesimo gesto nelle competizioni sportive più disparate, dal tennis al golf.
A cura di Eleonora D'Amore

Olimpiadi tutte da mordere anche a Londra 2012, così come in tantissime competizioni sportive durante le quali è sempre più diffusa la consuetudine di mordere medaglie e trofei di fronte al flash dei fotografi. Scatti a volte buffi, ma pur sempre simbolo di vittorie conquistate con molta fatica. La domanda sorge spontanea: come mai gli atleti delle Olimpiadi e, più in generale, parecchi sportivi sono soliti addentare i loro trofei?

La sintesi fotografica – La risposta è stata data in primis dai fotografi, che sarebbero i primi a richiedere queste immagini e a diffonderle sui giornali di tutto il mondo. Il fotografo britannico Barry Aldworth ha provato a spiegarlo sostenendo che "il morso della medaglia è un'abitudine che punta a far diventare proprio ciò che si è appena conquistato, è qualcosa di intimo, una connessione personale‘". E’ naturale che al di là del significato strettamente emotivo, resta insito in questo gesto il dono indiscutibile della “sintesi” fotografica volta ad un’informazione esaustiva: in un unico scatto viene racchiusa l’essenza della vittoria grazie al volto dell’atleta in primo piano e della medaglia appena conquistata.

Secondo la fotografa sportiva Vanda Biffani si tratta comunque di un’esternazione post-gara che esplicita al massimo la personalità degli atleti, “soffocata” durante la competizione dall'eccessivo stress e, di conseguenza, dall'incapacità di mostrare se stessi e i loro sentimenti. E’ solo nel momento conclusivo che escono fuori i veri caratteri (espansivi o riservati che siano) e si predispongono a giocare senza riserve con l’obiettivo: "Sta alla bravura del fotografo capire l'atleta, rispettarne le esigenze in gara e lasciare che si esprima secondo la sua personalità nei momenti successivi. Le pose a richiesta che fanno la felicità dei giornali, rischiano di essere meno belle proprio per la mancanza di spontaneità". E non tutti pare esserne capaci, stando alla dichiarazione della fotografa free lance Natalie Behring: “Molte persone, soprattutto gli atleti cinesi, non sanno davvero come fare, quindi semplicemente la sfregano in modo molto goffo sulle labbra".

Uno sfogo di natura "freudiana" – Non sono poi da escludere motivazioni di natura psicologica, ai limiti dell’interpretazione “freudiana”. Secondo Reuters infatti la risposta sarebbe deducibile da una constatazione riportata da un post del sito pechinese www.qianlong.com "che ha citato un anonimo "esperto" secondo cui l'usanza sarebbe una regressione freudiana alla stimolazione orale dopo lo stress da competizione”. Nessun vezzo quindi, solo la voglia di smorzare la tensione con una delle pulsioni ataviche più liberatorie.

In realtà anche se tutti pensano che sia un’azione esclusiva delle gare olimpiche, non è così. E’ risaputo che, ad esempio, il tennista Rafael Nadal è stato tra i primi ad addentare i proprio trofei e le svariate coppe vinte sul campo, soprattutto quelle che gli hanno consentito di raggiungere la vetta delle classifiche mondiali di tennis.

Un rito mediatico – La sua risposta di Nadal ad un giornalista che glielo ha chiesto nel 2010 è stata: “lo faccio solo per far piacere ai fotografi” e si ricollega perfettamente a quella data dalla campionessa olimpionica di nuoto Summer Sanders che, dopo aver conquistato ben 3 medaglie d'oro, non ha avuto dubbi nel dichiarare: “So che vi chiedete perché lo facciamo, ma francamente non è una nostra idea. Sono i giornalisti, o più spesso i fotografi a chiederci con insistenza ‘mordete la medaglia', e noi accettiamo. Lo facciamo e attendiamo che ci scattino le foto. Penso durerà per sempre, o almeno fin quando davanti ai fotografi che chiederanno di mordere la medaglia non si presenterà qualche atleta che risponderà: “No, non la mordo. So già che è autentica”.

Manca solo la correlazione con il famoso detto "conquistare con le unghie e con i denti" e il raggio di possibilità sembra davvero essersi esaurito.

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