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Lo skipper Kevin Escoffier a processo per violenza sessuale: primo caso #MeToo nel mondo della vela

Il mondo della vela attende con attenzione l’esito del processo nei confronti di Kevin Escoffier, talentuoso skipper francese finito in tribunale per una serie di denunce per molestie e violenze sessuali. Un caso che ha spaccato in due il mondo dell’offshore e che è stato preso come simbolo da militanti al movimento #MeToo per scardinare il “patriarcato velico”
A cura di Alessio Pediglieri
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Il mondo della vela francese e internazionale è sotto shock d quando, quasi tre anni fa, lo skipper transalpino Kevin , tra i più fulgidi talenti delle traversate oceaniche, è stato accusato di una serie di presunte violenze sessuali, per le cui denunce da parte di 4 donne differenti è comparso davanti al tribunale penale di Lorient. Accuse che ha sempre rifiutato fortemente e che la tesi difensiva ha relegato come "pettegolezzi del mondo velico" ma che nascondono diversi episodi in cui vedrebbero proprio Escoffier coinvolto, in quello che per molti è stato già stato definito il primo caso #MeToo che ha colpito il mondo della vela. Se riconosciuto colpevole di violenza sessuale dal tribunale di Lorient, Kevin Escoffier rischia una pena massima di cinque anni di reclusione, o addirittura sette anni in presenza di circostanze aggravanti.

Fino alla conclusione del processo, Kevin Escoffier resta innocente. Una premessa doverosa di fronte all'ondata di accuse che sono piovute sul 46enne velista francese e il mare di indignazione che lo sta accompagnando dal 2023. A puntare il dito su di lui, almeno 4 donne che lo hanno accusato di violenza in diversi contesti e situazioni differenti. Tra le accusatrici di Escoffier, anche l'ex addetta stampa della sua squadra che ha affermato di essere stata aggredita sessualmente in un bar di Newport negli Stati Uniti nel maggio 2023, durante una tappa dell'Ocean Race, una regata a squadre intorno al mondo.

Le accuse mosse contro Escoffier, le manifestazioni #MeToo di fronte al tribunale

"Se questo processo si sta svolgendo oggi, è perché la mia cliente è stata la prima a denunciare le aggressioni sessuali subite. Il suo coraggio ha reso possibile questa azione legale", ha sottolineato l'avvocato, Caroline Toby evidenziando come successivamente siano arrivate altre denunce di altre donne aggredite in giro per il mondo, durante le regate. Spalancando le porte all'attuale processo, in un procedimento giudiziario contro Kevin Escoffier che è stato visto come il primo caso di #MeToo velico, un punto di svolta simbolico in un settore sportivo, storicamente incentrato sul fronte maschile. A tal punto che il collettivo femminista NousToutes Lorient ha indetto una manifestazione davanti al tribunale per sostenere le vittime e "rompere il silenzio che circonda la violenza che imperversa nel mondo delle regate offshore".

Chi è Kevin Escoffier, straordinario e controverso talento velico

La figura di Kevin Escoffier è sempre stata controversa nel mondo della vela. Talento emergente, era visto come un velista eccezionale in grado anche di imporsi al Volvo Ocean Race e sopravvissuto drammaticamente alla Vendée Globe 2020-2021, quando rischiò la vita in mare. Poi, dal 2023, la sua immagine è ferocemente crollata. Ha perso lo sponsor principale (Holcim-PRB), è stato temporaneamente sospeso dalla FFVoile, la Federazione di Vela francese che successivamente dovette ritirare la decisione per errori processuali evidenti, e molte opportunità professionali sono sparite. Spaccando in due il mondo velico, con chi parla di un'omertà diffusa e finalmente svelata e chi di una caccia alle "streghe" con la notorietà di Escoffier presa a pretesto.

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