La Racefaster Half Marathon trasformata in fiume in piena: atleti avvolti dalla forza delle acque

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La Racefaster Half Marathon di Paramus 2026 di domenica 13 settembre si è trasformata in una paradossale lotta contro una imponente inondazione: un diluvio si è abbattuto sul percorso, con gli atleti in balia degli eventi senza alcun intervento degli organizzatori.

Domenica 13 settembre 2026 a Paramus, nella Contea di Bergen in New Jersey, una mezza maratona si è trasformata in un’operazione di sopravvivenza. La Racefaster Half Marathon, gara di 21 chilometri, ha visto centinaia di corridori finire intrappolati nel Saddle River County Park con l’acqua fino ai fianchi o al petto e correnti forti che rendevano difficile restare in piedi. L’alluvione lampo, provocata da piogge torrenziali, non è stata un imprevisto assoluto: i bollettini di allerta meteo esistevano già. Gli organizzatori hanno comunque deciso di far partire la gara, dimostrando gravi carenze e mettendo la vita di molti in serio pericolo in modo sconsiderato.

Questa scelta ha reso l’evento un caso mediatico internazionale. Non tanto per il maltempo in sé, quanto per il fatto che la competizione non sia stata cancellata né interrotta quando le condizioni sono diventate chiaramente pericolose e sono finite, inesorabilmente, a "inondare" anche il web.

Cos’è successo: il percorso trasformato in un corso d’acqua

I video diffusi sui social hanno documentato la situazione senza filtri. Zac Clark, ex concorrente di un reality e runner esperto, ha ripreso se stesso e gli altri atleti con l’acqua marrone alla vita, aggrappati alle ringhiere dei ponti per non essere trascinati via. La sua frase, diventata subito virale, riassume il clima della giornata: "Fratelli, tutto questo è pazzesco!".
Altri filmati, tra cui quelli di Jana Mucci, runner d’élite della NCAA, mostrano tratti di percorso completamente sommersi.

Nei sottopassi e sotto i viadotti il livello dell’acqua arrivava al petto. In diversi punti la corsa si è trasformata in una progressione a stento, più simile a un attraversamento a nuoto che a una gara podistica. Non si trattava di pozzanghere isolate, o di un semplice acquazzone: si trattava di un'esondazione vera e propria del Saddle River e dei corsi d’acqua adiacenti.

L'organizzazione non interviene: nessuno stop

Di fronte a queste condizioni i direttori di gara non hanno annullato né sospeso l’evento. L’unico intervento è stato il rinvio della partenza di due ore. Quella decisione, invece di migliorare la situazione, ha portato i corridori sul percorso proprio quando l’alluvione raggiungeva il picco. Circa 250 persone hanno comunque tagliato il traguardo. Non si sono registrati feriti gravi, un risultato che va attribuito alla solidarietà tra gli atleti stessi e non a un piano di evacuazione organizzato.

Questo è il punto centrale della polemica: i protocolli di sicurezza nelle gare podistiche prevedono di interrompere o cancellare l’evento quando il rischio per i partecipanti diventa concreto. In questo caso l’organizzazione ha scelto di proseguire, lasciando i corridori a gestire da soli una situazione che non dipendeva più dalla loro preparazione atletica ma dalla forza dell’acqua. Così la Racefaster Half Marathon di Paramus del 13 settembre 2026 è già entrata di diritto nella memoria del mondo runner come la gara più folle di sempre, dove i partecipanti si sono trovati in situazioni del tutto impensabili. Rischiando oltre il consentito.

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