293 CONDIVISIONI
Paralimpiadi
2 Settembre 2021
15:29

La lezione di Martina Caironi: “Alle donne dico di reagire. Guardatemi, vi sembro debole?”

Martina Caironi ha conquistato la medaglia d’argento nella prova del salto in lungo alle Paralimpiadi di Tokyo. Bergamasca, 32 anni: Mola mia è il motto che l’ha accompagnata in pedana nella sfida contro la fortissima australiana che ha vinto l’oro. “Io sono il segno che bisogna sempre reagire”.
A cura di Maurizio De Santis
293 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Paralimpiadi

Mola mia, Martina. Bergamasca, 32 anni, Caironi ha conquistato la medaglia d'argento alle Paralimpiadi. Voleva l'oro e l'ha cercato fino all'ultimo salto quando s'è dovuta arrendere all'australiana Vanessa Low che per vincere e battere l'azzurra ha ‘dovuto' fare il record del mondo. Mola mia, Martina, e tiene a bada i cattivi pensieri. Uno in particolare le ronza in testa: smettere con le gare, chiudere con l'atletica, abbandonare la pedana. Ci pensa un attimo, scuote il capo e ripete a se stessa: non adesso, non ancora. "Ho pensato di terminare la carriera, ma non sono pronta per una decisione del genere – spiega ai microfoni di Rai Sport -. Il mio pensiero, anche se non ufficiale, è quello di presentarmi a Parigi".

I Giochi del 2024 sono uno stato dell'anima più che un obiettivo sportivo. E Martina, mola mia. Rilancia la sfida con la determinazione di sempre. "Non riuscire a centrare il salto giusto mi ha fatto davvero incazzare" e prende appuntamento con la storia per l'edizione francese per eguagliare "il 5.28 della Low, arrivando magari anche a 5.30". Prende fiato, si gode il momento. Posa con fierezza sulla pista del Sol Levante, avvolta nella bandiera tricolore. È un'icona e un esempio. Mola mia non è solo un adagio da ripetere in dialetto. "Non potete rendervi conto di quanto sia tosta, a livello mentale e fisico, aspettare cinque anni". 

Mola mia è l'essenza della sua vita e della sua carriera. Qualcosa che non si può spiegare però la percepisci quando guardi Caironi in volto e negli occhi sornioni. Non ha bisogno di molte parole per raccontare e raccontarsi. Ne usa poche e molto efficaci, come al momento della battuta prima del balzo. Un tocco e via, più alto, prima di tornare sulla terra. "Sono anche portavoce dei diritti femminili – ha aggiunto Caironi -. Alle donne voglio mandare un messaggio. A loro voglio dire di non chiudersi e di uscire, perché fuori ci possono essere tanti aiuti. Io sono una donna con disabilità e guardatemi bene, vi sembro debole? No, non lo sono. Io sono il segno che bisogna sempre reagire". Mola mia, Martina.

293 CONDIVISIONI
49 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni