Duplantis prevede il pericolo agli Europei e urla a Seric di non saltare: caduta rovinosa nell’asta
L'occhio d'aquila di chi conosce la propria disciplina fino all'ultimo millimetro non si limita a calcolare la rincorsa perfetta. Armand Duplantis ha dimostrato ancora una volta una padronanza totale del salto con l'asta, riuscendo a prevedere il pericolo non solo per sé, ma anche per gli avversari. Durante le qualificazioni dei Campionati Europei di atletica di Birmingham, il fenomeno svedese è stato testimone di un episodio che ha fatto calare il gelo sulla pedana: la spaventosa caduta del croato Ivan Seric.
Il salto da incubo di Ivan Seric, rischia un gravissimo infortunio
Per comprendere la reazione di Duplantis occorre analizzare il contesto tecnico in cui si è consumata la prova. Seric era al suo terzo e ultimo tentativo a quota 5,25 metri. Con i secondi sul tabellone che scorrevano inesorabilmente verso lo zero, il croato è stato tradito dalla fretta e dall'ansia di far partire la rincorsa prima che scattasse il nullo di tempo. La fretta ha compromesso la stabilità del passo: arrivato allo stacco senza la corretta sincronizzazione, l'atleta non è riuscito ad azionare la spinta dell'asta, la cui punta è scivolata fuori dalla cassetta d'imbucata. Senza il supporto flessibile dell'attrezzo a fare da leva, Seric è precipitato a corpo morto, battendo la testa nella zona rigida in prossimità della buca, salvato solo dal materasso.
Chi frequenta l'asta ad alti livelli sa bene che una rincorsa sbagliata nei primi tre passi compromette irreversibilmente lo stacco. A bordo pista, Duplantis si è accorto immediatamente che Seric stesse partendo sbilanciato ed eccitato dalla fretta. Secondo quanto ricostruito dai media svedesi (Aftonbladet e la TV di Stato SVT), lo svedese ha provato disperatamente a fermare il collega urlandogli da bordo pedana: "Non farlo!". Un richiamo d'allarme rimasto purtroppo inascoltato, vuoi per il trambusto dell'impianto di Birmingham, vuoi per la naturale "bolgia" di concentrazione che avvolge l'atleta prima di un salto decisivo. "Aveva troppa fretta prima del salto e ho provato ad avvertirlo – ha poi spiegato Duplantis ai giornalisti a fine gara – . Questa è una disciplina pericolosa e bisogna portare enorme rispetto per ogni singolo tentativo. Sapevo che stava prendendo una decisione sbagliata: è corso indietro ed è partito subito, non era nemmeno pronto al primo passo".
Un grande spavento, ma niente di grave
Fortunatamente, l'incidente si è risolto senza le conseguenze drammatiche che la dinamica della caduta lasciava presagire (come lesioni cervicali o lussazioni alle spalle). Sebbene visibilmente intontito e soccorso dai sanitari dell'impianto, Seric è riuscito a lasciare la pista sulle proprie gambe, accusando soltanto i sintomi di una lieve commozione cerebrale. Lo stesso Duplantis ha poi scherzato a fine giornata per rassicurare tutti, riferendo di aver scambiato due battute con il croato nella zona mista: "Era un po' confuso, ma mi ha riconosciuto e mi ha detto ‘Grazie GOAT'. L'importante è che stia bene". L'episodio resta comunque un monito trasparente per tutto il circuito: nel salto con l'asta, il confine tra un tentativo disperato e un grave infortunio è sottilissimo, ed è proprio il rispetto per i tempi della pedana a fare la differenza tra la sicurezza e l'imprudenza.