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Vespa attacca il Pd: “Gravissimo chiedermi sanzioni, la mia correttezza l’ho dimostrata prima che Provenzano nascesse”

Vespa replica al Pd dopo il caso Porta a Porta e dopo le parole di Provenzano: “Gravissimo chiedere alla Rai di sanzionarmi”.
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Lo scontro tra Bruno Vespa e Giuseppe Provenzano non si ferma alla puntata di giovedì. Il conduttore di Porta a Porta ha scelto di rispondere colpo su colpo alle polemiche seguite allo scontro in diretta con Giuseppe Provenzano, e lo ha fatto con una frase che difficilmente passerà inosservata: "La mia correttezza professionale l'ho dimostrata molto prima che Provenzano nascesse".

La replica di Vespa: "Noi siamo i più corretti"

Raggiunto dal Corriere della Sera, il conduttore di Porta a Porta non ha smorzato i toni. Sulla richiesta del Pd di una presa di distanza da parte della Rai, la posizione è netta: "Trovo gravissimo che abbiano chiesto alla Rai di sanzionarmi". E poi, sull'accusa di parzialità che Provenzano aveva lanciato in studio: "È gravissimo insinuare questa mia posizione considerato che ho dato più spazio al Pd che qualunque altro spazio tv, e che in altri contesti il Pd è abituato a ben altra rappresentazione".

La difesa si articola su un argomento preciso: la par condicio. Vespa l'aveva già invocata nella nota diffusa subito dopo la puntata — definendola la sua "forse stupida religione" — e torna a farne il perno della sua risposta pubblica. "Il Pd", aggiunge, "è abituato nella televisione d'oggi a non avere quasi dappertutto controparte se non talvolta in misura simbolica". Una frecciata agli altri spazi televisivi, letta come una rivendicazione del pluralismo di Porta a Porta rispetto al panorama generale. La chiosa, lapidaria: "Noi siamo in assoluto i più corretti".

Provenzano non arretra: "Risponderò sempre sorridendo"

Sul fronte opposto, nessun passo indietro. Provenzano, raggiunto telefonicamente da Sandro Ruotolo durante una convention a Napoli, ha commentato: "Il video parla chiaro. Posso solo dire che ho risposto a una battuta con una battuta, quello che è venuto dopo si commenta da sé". E poi: "Se qualcuno urlando mi intima di stare zitto risponderò sempre sorridendo. Così ho fatto, e ho continuato serenamente a parlare".

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