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Opinioni
C'è Posta per te 2022
12 Marzo 2022
22:59

Turiddu a C’è posta per te parla siciliano e troppo veloce, servirebbero i sottotitoli

La storia di Maria e Salvatore prende in contropiede e finisce con un lieto fine. Ma servirebbero i sottotitoli perché lui parla siciliano e troppo veloce.
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Matte risate che puoi fare solo se guardi C'è posta per te. La storia di Maria che ha perso i rapporti con suo fratello Salvatore è la classica storia d'onore e famigghia al sapore di arancini (o arancine?) siciliani. E quando arriva il momento di ‘mbare Turiddu, il fratello che, dopo essersi preso cura di tutti – di sua sorella, del figlio di sua sorella, di suo padre fino a quando non c'è stato più e di sua madre – si sente tradito perché l'aveva avvisata sua sorella, che quell'uomo del quale si era innamorata e con cui aveva fatto nascere Lorenzo, non era l'uomo giusto per lei. Da queste sue grandi ragioni, Salvatore – pardon, Turiddu – è passato dalla parte del conclamato torto, negando presenza e affetto alla sorella.

Tutto questo, questo preambolo, immaginatelo declamato in un velocissimo italiano dalla pesante cadenza dialettale siciliana. Il risultato è come da foto di copertina: il pubblico che guarda Canale 5 oltre la Calabria, necessiterebbe di abbondanti sottotitoli. Purtroppo, però, come ha fatto notare Marco Salaris su Twitter, il programma non è sottotitolato. 

La storia è terminata, dopo numerosi tira e molla di Turiddu, con il lieto fine. Lui, in realtà, aveva chiuso la busta, integerrimo fino alla fine. Retto, fermo: "Mio padre così mi ha insegnato. Sono all'antica all'antica", dice. Poi, però, Maria De Filippi sa essere convincente e anche a busta chiusa, è riuscito a intenerire questo gigante buono, che tenerone Turiddu, che si è commosso quando la sorella gli ha chiesto solo un abbraccio. Lui restava sulle sue: "Non voglio parlarci. Ha sbagliato troppo. Mi duole il cuore. Voi non lo sapete che cosa ho passato. Mi dispiace moltissimo, ma non ce la faccio". Alla fine, però, Santa Maria è riuscita ad aprire uno squarcio di luce nel cuore di Turiddu. I miracoli, sì. Per i sottotitoli, purtroppo, niente da fare.

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Gennaro Marco Duello (1983) è un giornalista professionista. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa di Napoli. Lavora a Fanpage.it dal 2011. "Un male purissimo" (Rogiosi, 2022) è il suo primo romanzo.
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