Scanzi: “Non vado in tv con Sgarbi, Gasparri, Santanché e Renzi” e conferma il retroscena di Fanpage su Mediaset

Andrea Scanzi è uno di quegli ospiti televisivi che o ami o detesti, e lui lo sa benissimo. Lo sa al punto da costruirci sopra un'identità. Ospite del podcast BSMT di Gianluca Gazzoli, il giornalista del Fatto Quotidiano — volto fisso di Otto e mezzo, È sempre Cartabianca e Accordi e Disaccordi — si è raccontato senza risparmio: i meccanismi dei talk show, le frizioni con i colleghi, gli scontri rimasti nella memoria collettiva. E, quasi di passaggio, ha confermato il retroscena che Fanpage.it aveva pubblicato sin dall'aprile 2025 su un suo possibile approdo a Mediaset.
"Il problema non è prepararsi, è sopportare alcuni ospiti"
Nei talk show il vero lavoro, spiega Scanzi, non è la preparazione sui temi. "Le tematiche non sono mai un problema. Il problema non è prepararsi, ma in alcuni casi è sopportare alcuni ospiti. In alcuni casi fai fatica. Va bene lo scontro, alimentare il dibattito, creare momenti topici che funzionano sui social, ma in alcuni casi ci sono ospiti che gestisco male."
I ritmi, aggiunge, impongono una sintesi brutale: "Devi essere bravo in cinquanta secondi a dire tutto." Una compressione che non lascia spazio alle mezze misure — o colpisci, o sparisci.
Alessandra Mussolini e la telefonata della Gruber
Il primo episodio significativo della sua carriera in studio risale al 2013, a L'aria che tira di Myrta Merlino. Scanzi arriva in trasmissione reduce da un litigio violento con la sua compagna dell'epoca. In studio trova Alessandra Mussolini che traccia un elogio della destra e di Mussolini stesso. La miccia è cortissima. "Partii dritto: ‘Non ho nessun rispetto né di te né di tuo zio', che poi era suo nonno." Da lì, racconta, Lilli Gruber cominciò a chiamarlo. Il temperamento fustigatore come biglietto da visita.
La "iena" Scanzi e l'incontro con Giorgia Meloni
L'aneddoto più riuscito della serata riguarda Giorgia Meloni. Anno 2012, Scanzi è ospite da Paolo Del Debbio — l'unica volta, precisa. La Meloni non è ancora la figura politica che sarebbe diventata, ma è già una delle facce di peso del centrodestra. "Nessuno mi conosceva molto. Appena fa un intervento, le vado subito sopra. Ci rimane male perché non se l'aspetta."
Dieci anni dopo, un pranzo con amici comuni. La conversazione è distesa, i toni tutt'altro che ostili. Al momento del congedo, però, Meloni si avvicina alla sua compagna: "Trattalo bene e controllalo, che è un po' fumantino. Quando la vidi all'opera, mi incazzai con il mio ufficio stampa e dissi: mi dite chi è questa iena? La iena era Andrea Scanzi."
La lista di chi non condivide lo studio con lui
Poi arriva la parte che farà più rumore. Scanzi ammette senza giri di parole di avere una lista di nomi con cui si rifiuta di andare in tv. "Con alcuni non vado proprio. Lo sanno tutti." I quattro nomi: Sgarbi, Gasparri, Santanché e Matteo Renzi. Su Sgarbi aggiunge un chiarimento: "Piace scontrarmi frontalmente quando le persone sono alla mia altezza. Ho smesso di parlare di Vittorio da quando non sta bene." Su Renzi è più secco: "Non ho niente contro, ma non l'ho mai stimato."
E con il senso del tempo che gli appartiene, chiude il quadro capovolgendolo: "Se tu fai la domanda opposta — quanti non vanno in tv se c'è Scanzi — c'è una lista lunga da qui a Roma."
Il retroscena Fanpage confermato: Mediaset rimane sullo sfondo
Il finale è quello che interessa di più a chi segue le dinamiche dei palinsesti italiani. Scanzi conferma, di fatto, il retroscena pubblicato da Fanpage.it nell'aprile 2025 su un possibile avvicinamento a Mediaset. Secondo quanto avevamo riportato, l'amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi avrebbe dato mandato a Mauro Crippa di esplorare come integrare il giornalista nell'ecosistema informativo di Cologno Monzese — non con un talk show politico, ma con un programma in seconda serata su Rete 4, probabilmente la domenica. Scanzi, al BSMT, oggi conferma tutto: "Mi hanno cercato", poi ammette: "Io non ho voglia di fare il conduttore".