Leonardo Bove in tv dopo il rogo di Crans-Montana e si commuove per il messaggio di Javier Zanetti

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Leonardo Bove, 16 anni, ferito nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, racconta a Francesca Fialdini il ritorno a scuola. Con lui la mamma Loretta e il fratello Mattia, poi il videomessaggio di Javier Zanetti.

Leonardo Bove è stato uno dei grandi protagonisti della tv della domenica pomeriggio di oggi. Sedici anni, milanese, è uno dei ragazzi italiani sopravvissuti all'incendio che nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio ha distrutto Le Constellation, il locale di Crans-Montana dove si festeggiava il Capodanno. Quaranta morti, sei dei quali italiani, e oltre cento feriti, quasi tutti giovanissimi. Tra le vittime c'erano ragazzi della sua età. Leonardo è rimasto gravemente ferito, ha passato mesi in ospedale e ora, per la prima volta, ha scelto di parlarne davanti a una telecamera: quella di Da noi… a ruota libera, il programma di Francesca Fialdini. Con lui la mamma Loretta e il fratello Mattia.

Il rientro in classe dopo mesi di ospedale

Leonardo lo dice con un sorriso che vale più di qualsiasi commento: "Sono felice di essere tornato a scuola e qualche tempo fa non l'avrei mai detto". Una frase che qualunque studente capirebbe al contrario, e che invece nella sua storia assume un peso preciso. Il banco, i compagni, l'orario delle lezioni sono i pezzi di una normalità da rimettere insieme uno alla volta: "Era un piccolo passo per tornare a una quotidianità che avevo perso da tempo".

Loretta e l'attesa a Crans: "Tre giorni senza sapere nulla"

Il capitolo più duro lo ha aperto la madre. Loretta ha ricostruito le ore successive all'arrivo in Svizzera, quando nessuno sapeva dirle dove fosse il figlio né in quali condizioni. Un'attesa appesa al telefono e alle voci che si rincorrevano: "Arrivare a Crans e non sapere dove fosse e se Leo fosse vivo, rimanere in balia di una telefonata o di qualcuno che ci dicesse ‘Leonardo è qui, Leonardo è lì', è stato terribile. Tre giorni a sperare, ad aspettare, non abbiamo saputo nulla".

Poi c'è il calcio, il filo che Leonardo non ha mai lasciato andare. Il primo contatto con un pallone è avvenuto ancora in corsia, lontano da qualsiasi campo: "Qualche mese fa mi hanno portato un pallone di spugna e ho fatto qualche passaggio con gli infermieri e i miei amici. Ho giocato con tutti, è stato emozionante". Pochi tocchi, in uno spazio ristretto, ma sufficienti a ricordargli chi era prima di quella notte.

I compagni della Franco Scarioni lo aspettano in campo

A sorpresa, in studio è arrivato il videomessaggio dei ragazzi della Franco Scarioni, la sua squadra. I compagni hanno ripercorso il momento in cui Leonardo si è risvegliato in ospedale e gli hanno fatto una promessa che somiglia a un appuntamento: "Non vediamo l'ora di rivederlo in campo con la nostra maglia". Il 16enne non è riuscito a nascondere l'emozione.

Il messaggio di Javier Zanetti e il pallone nerazzurro

Il momento finale Francesca Fialdini lo aveva tenuto da parte. Sullo schermo è comparso Javier Zanetti, storico capitano dell'Inter, con un messaggio dedicato a Leonardo. E insieme alle parole, un regalo concreto: un pallone con le firme dei calciatori nerazzurri. Il ragazzo ha provato a rispondere, senza riuscirci del tutto: "Non so cosa dire. Mi viene da piangere, non mi aspettavo questo affetto e questo regalo". Il resto è ancora da scrivere, un giorno di scuola dopo l'altro.

Una storia raccontata dal lato giusto

C'era un modo facile di fare questa intervista: indugiare sulla notte, sulle fiamme, sul dolore. Non è andata così, e va detto. Il merito della puntata è aver costruito il racconto sul dopo, lasciando a Leonardo il ruolo di protagonista della propria ripresa e non di reperto di una tragedia. Quando in tv arriva un minore sopravvissuto a una strage, la tentazione di spremere la commozione è sempre dietro l'angolo. Qui la commozione c'è stata, ma è arrivata da un pallone di spugna, da una classe ritrovata, da un messaggio di compagni di squadra. È la differenza tra raccontare una ferita e raccontare una guarigione. Il campo, per Leonardo, è il prossimo traguardo.

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