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La Rai stoppa Sigfrido Ranucci: “Basta ospitate a La7”. Lui replica: “Non ci sono limiti per presentare libri”

La Rai avrebbe chiesto a Sigfrido Ranucci di limitare le presenze a La7 per promuovere il suo libro attraverso una comunicazione interna. Il conduttore di Report avrebbe replicato: “Non ci sono limiti previsti”. Scoppia il caso.
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La Rai avrebbe formalmente chiesto a Sigfrido Ranucci di limitare le apparizioni a La7, dove il conduttore di Report si è recato per presentare il suo ultimo libro "Navigare senza paura". Lo ha fatto sapere Repubblica che ha reso noti i dettagli di una richiesta che è destinata a sollevare ulteriori polemiche nel rapporto sempre più complicato tra il giornalista di Report e l'attuale amministrazione del servizio pubblico.

La comunicazione interna della Rai

"Caro Sigfrido, la tua interpretazione della circolare interna sulla promozione dei libri ha creato disparità fra i colleghi", si legge nella comunicazione inviata al vicedirettore degli Approfondimenti. Il documento prosegue introducendo un riferimento alla par condicio che, secondo l'azienda, richiederebbe una "direttiva che garantisca parità di trattamento e pluralismo".

Per questo, senza intenzione di limitare il diritto di auto promozione, chiederò alle direzioni preposte di valutare una direttiva che garantisca parità di trattamento e pluralismo soprattutto in regime di par condicio.

La richiesta finale è netta: "Ti chiedo, nel frattempo, di limitare le tue presenze a La7 poiché la circolazione in oggetto, a mia libera interpretazione, ne prevede una per broadcaster". Il conduttore di Report è stato invitato nelle trasmissioni di Lilli Gruber, Giovanni Floris e Massimo Gramellini per presentare "Navigare senza paura", un saggio rivolto ai giovanissimi sui rischi della disinformazione digitale. La normativa interna della Rai distingue due situazioni: da un lato, i giornalisti possono essere ospitati su altri canali per parlare dei propri libri, previa semplice comunicazione all'azienda. Dall'altro, per apparizioni in veste di opinionisti è necessaria un'autorizzazione specifica, proprio per evitare di avvantaggiare la concorrenza.

La replica del giornalista: "Non ho interpretato nulla"

La risposta di Ranucci non si è fatta attendere. In una mail inviata alla direzione aziendale, resa nota sempre da Repubblica, il vicedirettore degli Approfondimenti ha respinto le accuse punto per punto: "La circolare non l'ho interpretata, quella a cui fate riferimento non prevede limiti alla presentazione di libri. Ho semplicemente accettato gli inviti che alcune trasmissioni hanno inoltrato alla mia casa editrice".

Una precisazione che evidenzia un aspetto significativo: tutte le ospitate sono arrivate da La7, mentre dalla Rai solo Giorgio Zanchini ha invitato Ranucci nel suo programma.

Perché questa storia è destinata a far discutere

Questa è solo l'ultima delle frizioni tra l'attuale Rai e Sigfrido Ranucci. Il conduttore di Report, con le sue inchieste spesso scomode per il potere politico ed economico, rappresenta da sempre una voce critica all'interno del servizio pubblico. Il fatto stesso che il giornalista conduttore venga invitato a La7 per parlare del libro, rappresenterebbe comunque un'occasione per avere uno dei giornalisti più influenti al momento e poter parlare dell'attualità più stringente. Di fatto, una sorta di opinionista. La situazione è di non semplice soluzione.

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