Elisa Isoardi si scusa su Instagram per il toto-morti, ma a Bar Centrale non ne parla

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Elisa Isoardi si scusa con una storia Instagram per il toto-morti di Bar Centrale: “Me ne assumo interamente la responsabilità”. Poi su Rai 1, sabato 10 ottobre, la puntata parte senza alcun accenno.

Le scuse sono arrivate, ma non in tv. Elisa Isoardi ha affidato a una storia Instagram, pubblicata poco prima della diretta di sabato 10 ottobre, la sua versione sul caso della lavagna con il toto-morti spuntata nella redazione di Bar Centrale. Poi, alle 14, è andata in onda su Rai 1 e ha aperto la puntata con il sorriso, senza spendere una parola sulla vicenda che da due giorni la inseguiva sui social.

Cosa ha scritto Elisa Isoardi nella storia Instagram

“Cari tutti, dopo una notte insonne e dopo molte lacrime versate trovo finalmente la forza di parlare”, esordisce la conduttrice. “E lo faccio per dire che sono davvero dispiaciuta per questo incidente che ha involontariamente mancato di rispetto ad amici e personalità della cultura italiana. Purtroppo sono cose che possono accadere nella fretta comunicativa dei social”.

Segue il passaggio che pesa di più: “Sicuramente non era nostra intenzione offendere. Quell’elenco non è stato stilato da me, ma ugualmente me ne assumo interamente la responsabilità. Perché è giusto così”. E la chiusura, che suona già come un cambio di argomento: “Quindi ora andiamo avanti. Ci vediamo tra poco alle 14 come sempre, a Bar Centrale su Rai uno”.

“Non è stato stilato da me”: le scuse e ciò che resta fuori

Da un lato Isoardi prende le distanze dalla paternità della lista, dall’altro se ne carica il peso da padrona di casa del programma. Colpisce però ciò che manca. La parola toto-morti non compare mai, sostituita da “incidente” e da “quell’elenco”. Non viene spiegato che cosa fosse quella lista, chi l’abbia compilata e perché si trovasse su una lavagna negli uffici di una trasmissione del servizio pubblico. Anche la grammatica lavora per attenuare: a mancare di rispetto, nella frase, è l’incidente, non una persona. E il “nostra intenzione” al plurale diventa singolare solo quando c’è da chiarire che l’elenco è di qualcun altro.

In onda su Rai 1 nessun riferimento alla polemica

Chi si aspettava un passaggio in apertura di puntata è rimasto senza risposta. Alle 14 Bar Centrale è partito con il tono di sempre, sigla e sorriso, e nessun riferimento alla polemica. Una scelta coerente con quel “ora andiamo avanti”, ma che lascia scoperto un lato della vicenda.

Una storia Instagram dura ventiquattro ore e raggiunge chi segue il profilo della conduttrice. Il pubblico del sabato pomeriggio di Rai 1 è un altro, e in buona parte quelle scuse non le ha lette. La gaffe era nata sui social e sui social è stata archiviata: il ragionamento regge sul piano della comunicazione, meno su quello del rapporto con i telespettatori, visto che la lavagna stava nella redazione del programma e non su un profilo privato.

La lavagna con i 22 nomi: da dove nasce il caso

Tutto parte da una storia pubblicata nei giorni scorsi dalla stessa Isoardi: la redazione al lavoro, una collaboratrice in pausa e, sullo sfondo, una lavagna intitolata Dead Pool, espressione che indica il gioco dei pronostici sulla morte dei personaggi famosi. Sotto, 22 nomi con l’età tra parentesi. Il contenuto è stato rimosso, ma gli screenshot circolavano già.

In cima alla lista Lino Banfi, poi tra gli altri Renzo Arbore, Sophia Loren, Mogol, Liliana Segre, Adriano Celentano e Mina. C’era anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dall’annotazione “speriamo di no”. In rete c’è chi ha chiesto provvedimenti alla Rai e chi ha ricordato che ogni redazione tiene un elenco di coccodrilli da preparare. Con una differenza: di solito non lo si chiama gioco.

La telefonata a Lino Banfi

Il primo a sdrammatizzare era stato proprio il capolista. Lino Banfi, 90 anni compiuti a luglio, ha preso con ironia il primato e ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dalla conduttrice: “Isoardi si è scusata, mi ha chiamato, quasi in lacrime”. L’attore ha aggiunto di averla rassicurata e di non essersela presa.

Le lacrime, quindi, tornano due volte: nel racconto di Banfi e nella storia di oggi. Le scuse private hanno preceduto quelle pubbliche, e quelle pubbliche si sono fermate a Instagram. Tra ventiquattro ore la storia sparirà dal profilo. Gli screenshot della lavagna, quelli no.

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