“Ci sia par condicio in tv tra Ustica e il caso di Garlasco”: l’appello del consigliere Rai Natale

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Il consigliere Rai Roberto Natale chiede che questa settimana l’informazione dedichi a Ustica lo stesso spazio di Garlasco, alla vigilia dell’udienza sull’archiviazione: “Non si può essere schiavi dello share”.

Mettere le mani avanti. È un po' quello che sembra l'appello di Roberto Natale, consigliere di amministrazione della Rai, che, a margine dell'incredibile colpo di scena su Garlasco, avverte il servizio pubblico di non "dopare" l'argomento solo gli ascolti.

Durante la conferenza stampa organizzata in Senato dall'Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, alla vigilia dell'udienza con cui il Tribunale di Roma dovrà pronunciarsi sulla richiesta di archiviazione, Natale ha preso la parola con una richiesta precisa: "Rivolgo un appello all'informazione, in particolare all'informazione del servizio pubblico: almeno questa settimana ci sia par condicio tra i tempi che si dedicheranno alla strage di Ustica e al delitto di Garlasco".

Il consigliere ha anticipato anche la possibile obiezione: "Spero che nessuno vorrà rispondermi che questa parità di trattamento non può esserci perché Garlasco ‘tira di più' negli ascolti".

Lo share "dopato" e la memoria del Paese

Il passaggio più duro riguarda il modo in cui, secondo Natale, si è costruito l'interesse del pubblico attorno al delitto di Chiara Poggi. "L'informazione non può essere schiava dello share, tanto più se questo è ‘dopato' da mesi e mesi in cui su Garlasco abbiamo avuto razioni quotidiane anche quando non c'erano notizie, mentre Ustica rischia di sparire dalla memoria del Paese nel disinteresse generale".

Il tempismo: la Procura ha chiuso le indagini su Sempio

L'appello di Natale arriva in un tempismo particolare. Nel pomeriggio di lunedì 28 settembre, la Procura ha nuovamente chiuso le indagini su Andrea Sempio. Nell'atto, la procura rivela che già nel 2007 i Ris di Parma "sapevano che il test del Dna sui pedali della bici di Stasi era negativo, ma nascosero i risultati che provavano la sua innocenza". Insomma, è una notizia dal peso enorme. Natale lo sa benissimo, ed è inevitabile che lui abbia lanciato questo monito dalla conferenza stampa organizzata per le vittime della strage di Ustica.

La palla ora passa alle redazioni, ben consapevoli che il parere di Roberto Natale non ha alcun tipo di valore vincolante perché la scelta di cosa mandare in onda resta alle testate e ai programmi. È tutto da vedere, quindi, se, nei prossimi giorni, palinsesti e scalette dell'informazione Rai terranno conto della sollecitazione arrivata da un membro del proprio consiglio di amministrazione, o se la gerarchia delle notizie resterà quella dettata dall'audience.

Chiunque abbia acceso la tv nei pomeriggi degli ultimi mesi sa di cosa parliamo. Il titolo "Garlasco" garantisce ascolti. Su questo Natale colpisce nel segno quando parla di share "dopato". Il meccanismo è noto: più spazio si dà a un caso, più il pubblico si abitua a cercarlo, più gli ascolti sembrano giustificare altro spazio. Un circolo che si alimenta da solo e che ha poco a che vedere con la quantità di fatti nuovi disponibili. Ma, forse, non in questo caso.

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