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Chiara Cainelli contro l’opinionista di Storie Italiane: “Invitata per parlare di altro, focus spostato sul GF”

Chiara Cainelli era stata ospite a Storie Italiane per parlare del tema del bodyshaming sui social, ma non tutto è andato come previsto. Lo sfogo dell’ex del GF contro l’opinionista della trasmissione: “Analisi basata su valutazioni personali di simpatia o antipatia”.
A cura di Sara Leombruno
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Chiara Cainelli è stata ospite a Storie Italiane nella puntata di giovedì 5 febbraio per parlare del tema del bodyshaming subito sui social, ma a poche ore dall'intervento, l'ex concorrente si è lasciata andare a uno sfogo pubblicato sulle sue stories su Instagram per denunciare il comportamento, secondo lei poco corretto, di un'opinionista della trasmissione. Le parole dell'ex del GF: "Analisi basata su valutazioni personali di simpatia o antipatia".

Lo sfogo di Chiara Cainelli dopo Storie Italiane

Secondo la ricostruzione della Cainelli, il dibattito in trasmissione si sarebbe allontanato dal tema sociale per diventare un processo alla sua partecipazione al Grande Fratello: "Il focus della conversazione si è spostato su un reality del 2024", le parole. Un cambio di rotta che l'ha lasciata con l'amaro in bocca: "Ho avuto la percezione che l'analisi si sia basata più su valutazioni personali di simpatia o antipatia", ha spiegato nelle sue storie Instagram, puntando il dito contro un'opinionista della trasmissione secondo lei rea di non aver saputo distinguere il gioco dalla realtà.

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La denuncia: "Chi giustifica diventa parte del problema"

Il punto di rottura riguarda il modo in cui sono state trattate le offese ricevute online. Cainelli contesta con forza la narrazione del "te la sei cercata", vedendo nel comportamento dell'opinionista una pericolosa legittimazione dell'odio: "Quando si tenta di giustificare la violenza o gli attacchi con il ‘te la sei cercata', ‘in passato l'hai fatto anche tu', non si stia facendo una riflessione ma una concessione. In quel momento chi giustifica diventa parte del problema". Uno sfogo amaro che mette in discussione la gestione del segmento televisivo. Per l'ex concorrente, usare esperienze passate per giustificare "attacchi violenti collettivi" a distanza di anni è un segnale di scarsa professionalità che trasforma il dibattito in una gogna mediatica.

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