Caterina Balivo attacca la cronaca nera in televisione: “È vergognoso e allucinante”
Caterina Balivo contro la cronaca nera in televisione. È nerissima, lei, dal palco del Festival dello Spettacolo. L'attacco, ripreso da Massimo Falcioni presente all'evento e pubblicato su X, è destinato a far discutere. La conduttrice de La Volta buona ha messo nel mirino uno dei pilastri su cui si regge una fetta enorme della generalista italiana.
“Sono critica sull’abuso di cronaca nera che si fa in Italia. Lo trovo allucinante e vergognoso. Su questa cosa non me ne faccio una ragione. Capisco le trasmissioni che seguono il flusso, ma io da spettatrice non me ne faccio una ragione”.
Il bersaglio è nella stessa fascia oraria
Balivo non ha fatto nomi. Non ce n’era bisogno. Nella stessa fascia in cui va in onda La volta buona, su Rai2 c’è Ore 14 di Salvo Sottile. Leggere lo sfogo soltanto come una frecciata al vicino di palinsesto, però, vorrebbe dire restringere il campo. La critica investe un intero modello: quello dei contenitori che dal mattino alla sera ripassano lo stesso omicidio, con gli inviati piantati davanti alle case delle vittime, i plastici, gli esperti che si danno il cambio in studio da una rete all’altra.
Il precedente con Milo Infante
C’è però un dettaglio che rende queste parole più interessanti di quanto sembrino. Nell’aprile del 2024 fu proprio Milo Infante, oggi passato a Mediaset, a lamentarsi pubblicamente di La volta buona. Il motivo? Il programma di Rai1, in quel periodo alle prese con ascolti poco brillanti, aveva iniziato a dedicare la sua prima ora alla cronaca, sovrapponendosi agli stessi casi trattati da Ore 14. Infante raccontò di essere stato costretto a ribaltare la scaletta per non trovarsi in contemporanea sullo stesso tema, con inviati e ospiti dello stesso tipo, sottolineando che la cronaca nera non era prevista nel progetto originario della trasmissione.
E in effetti, al debutto nel 2023, Balivo aveva promesso tutt’altro: spazio all’attualità, ma solo cronaca bianca, nessun fatto di sangue, perché non era nelle sue corde né nella linea del programma. Oggi quella linea torna rivendicata, e con toni molto più duri. Si può leggere come una presa di distanza da quella stagione o come la conferma di una convinzione che non è mai cambiata.
La domanda che resta a Viale Mazzini
Le parole di Balivo arrivano da una delle conduttrici di punta della prima rete e colpiscono, anche se indirettamente, un genere su cui la stessa Rai ha investito parecchio nei pomeriggi. Resta da capire se lo sfogo resterà una presa di posizione personale o se aprirà una discussione interna sul peso della nera nei palinsesti del servizio pubblico. Per ora, una cosa è chiara: nel pomeriggio di Rai, le due anime della tv convivono a pochi tasti di distanza sul telecomando. E non sembrano destinate ad andare d’accordo.