Carlo Conti risponde a De Martino sulla definizione del carlocontismo: “Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno”
Venerdì 6 novembre, sul palco del Festival dello Spettacolo organizzato da Tv Sorrisi e Canzoni, Stefano De Martino aveva ammesso di guardare a Carlo Conti come a un punto di riferimento emotivo prima ancora che professionale: “Ogni tanto cerco di attingere a quello stato d’animo, a quel suo ottimismo. Per fare Sanremo serve un po' di carlocontismo”.
Il giorno seguente, nella seconda giornata della stessa rassegna, il conduttore fiorentino ha raccolto l’assist del suo successore all’Ariston.
“Mi fa piacere che Stefano lo abbia notato”
“Mi fa piacere che Stefano abbia notato il ‘carlocontismo’ e che per lui sia un po’ un’idea di ‘tranquillante’. In qualche modo perché è il mio modo di vedere il mio lavoro, di vivere la vita, di fare tutto con grande leggerezza. Io ho la fortuna di fare questo mestiere, di trasformare il mio hobby nel mio lavoro”.
De Martino ne aveva fatto una questione di sangue freddo sotto i riflettori. Conti la riporta al temperamento: “Il ‘carlocontismo’ è forse una tranquillità che poi ovviamente deriva dal carattere, io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, vivo tutto con grande rilassatezza”.
Gli ascolti? “Non ho la tensione”
Il punto più interessante arriva quando il discorso tocca i numeri, quelli che in Rai decidono carriere e palinsesti. “Non ho la tensione né degli ascolti né dei risultati. Per me l’obiettivo è divertire il pubblico e quindi aver fatto un bel prodotto; quando sento il calore del pubblico per me questa è la cosa più importante”.
Un anno fa, ottobre 2025, Conti e De Martino si erano ritrovati proprio sul palco del Festival dello Spettacolo. In quell’occasione il direttore artistico aveva affidato il Dopofestival a Nicola Savino, lasciando fuori il conduttore di Affari Tuoi. De Martino aveva incassato con ironia, raccontando che Conti gli ripeteva sempre che questo mestiere è una maratona e che non si possono fare strappi.
Quattro mesi più tardi, il 28 febbraio 2026, la maratona ha avuto il suo traguardo intermedio. Durante la finale di Sanremo, Conti è sceso in platea, ha preso per mano De Martino e lo ha annunciato come conduttore e direttore artistico dell’edizione successiva: un’investitura in diretta che il Festival non aveva mai visto. La risposta del conduttore campano fu un motto che i due si scambiano al telefono: “Testa bassa e pedalare”.
Oggi quel Festival ha una data e una forma. La 77ª edizione andrà in onda dal 16 al 20 febbraio 2027, con 24 artisti in gara nella categoria unica dei Campioni. A ottobre, sul palco di Rumore, il festival di Fanpage.it, De Martino aveva confessato che dietro le sue prime esitazioni sull’Ariston c’era forse il timore di non essere all’altezza. A tre mesi dal debutto ostenta un’altra serenità. Ha scherzato che Sanremo è il primo programma in cui lui non deve fare nulla e che a temere sono semmai i cantanti. Ha anche avvertito che ricalcare il Festival di qualcun altro non è la strada giusta. Il carlocontismo, allora, non è un format da copiare ma un umore da prendere in prestito: chi sta per affrontare l’esame più esposto della televisione italiana si affida al sangue freddo di chi lo ha appena superato.
I Migliori Anni fino a Sanremo e lo Zecchino d’Oro da Roma
Conti, intanto, non resta a guardare. Il primo annuncio riguarda il suo varietà della memoria: “Tornano ‘I Migliori Anni’ a gennaio. Faremo 6 puntate il venerdì sera fino a Sanremo e avremo modo ancora una volta di raccontare gli anni… e finalmente potremo raccontare anche i 2000”. Tradotto in palinsesto: il venerdì sera di Rai1 accompagnerà il pubblico fino alla vigilia del primo Festival di De Martino con il volto del suo predecessore. Una staffetta, anche questa, giocata a distanza.
Il secondo tocca lo Zecchino d’Oro, che Conti guida come direttore artistico dal 2017: “Andrà in onda in prima serata venerdì 4 dicembre, per la prima volta da Roma. Non ci saranno più gli appuntamenti pomeridiani, faremo una grande serata”.