Caos su Garlasco da Giletti, De Rensis gela Garofano: “Non capisce nulla, fa lo psicologo della mutua”

Durante l’ultima puntata de Lo Stato delle Cose, il programma condotto da Massimo Giletti su Rai 3, la discussione sul delitto di Garlasco sfocia una lite furibonda che ha visto protagonisti il generale Luciano Garofano, ex comandante dei RIS, e l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi (condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi). Il casus belli è la cartella "Militare" rinvenuta nel computer di Stasi, contenente materiale pornografico che, secondo una tesi della parte civile mai pienamente accolta come movente scatenante, Chiara avrebbe visionato poco prima di morire, innescando la furia del fidanzato.
Il giallo sulla cartella di Alberto Stasi
Il dibattito si è acceso dopo l'intervento dei periti Porta e Occhetti, che analizzarono i dispositivi su incarico del giudice all'epoca del primo processo. I tecnici hanno definito inverosimile l’ipotesi che la vittima abbia consultato quei file la sera del delitto. Secondo la loro analisi, Chiara avrebbe avuto appena 15 secondi per aprire, visualizzare e comprendere contenuti pornografici complessi. Di parere opposto il generale Garofano, che ha avuto accesso al materiale tramite i legali della famiglia Poggi: "Erano immagini forti, orribili, raccapriccianti. Vedere un'orgia tra più persone, pensando al carattere di Chiara nel 2007, non l'avrebbe sconvolta? La sensibilità di un uomo è diversa da quella di una ragazza".
Lo scontro tra De Rensis e Garofano
Le parole di Garofano hanno scatenato l'immediata reazione di Antonio De Rensis. Il legale ha attaccato frontalmente l'ex generale, accusandolo di travalicare le proprie competenze tecniche per addentrarsi in analisi psicologiche prive di fondamento: "Ho registrato le sue affermazioni e le dico che verrà un giorno in cui gliele ricorderò sillaba dopo sillaba. Lei ha detto cose fuori dalla realtà, si è permesso di fare un’introspezione psicologica della mutua senza alcuna capacità psico-diagnostica. Lei è un generale, non uno psicoterapeuta". La replica di Garofano non si è fatta attendere: "Lei è un maleducato! La settimana scorsa ha fatto battute sulla mia capacità mnemonica, oggi mi offende di nuovo. Vada a studiare la legge che forse sa solo quella". De Rensis ha poi rincarato la dose, sottolineando il nervosismo dell'interlocutore: "Mi sembra strano che lei, che è stato un generale dell'Arma, sia così irascibile. Sono mesi che tolleriamo questa sua pseudo-aggressività che fa paura alle formiche".
Giletti frena: "Non diffamiamo Stasi"
Nel caos dello scontro, è intervenuto Massimo Giletti per riportare l'ordine e, soprattutto, per sgombrare il campo da illazioni pericolose. Il conduttore ha ribadito che il materiale in questione era pornografia legale, accessibile a chiunque: "Ci tengo a dire che le immagini erano tutte visibili. Si continua a diffamare Stasi e questo non posso accettarlo. Il movente basato su queste immagini non regge: stiamo parlando di ragazzi giovani, non vedo come una cartella possa portare a un omicidio". Giletti ha poi invitato tutti i presenti a utilizzare un linguaggio corretto e meno ambiguo nel rispetto della memoria di Chiara Poggi, sottolineando come la natura "raccapricciante" dei file sia un giudizio puramente soggettivo e non una prova giudiziaria determinante. L'udienza del 4 giugno (legata alle nuove consulenze informatiche sui computer) si preannuncia come l'ennesimo capitolo di un caso che, a distanza di 18 anni, non sembra voler trovare pace.