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Bruno Vespa urla “Stia zitto” a Provenzano in diretta: il Pd chiede alla Rai una presa di distanza

Bruno Vespa perde la pazienza con Provenzano a Porta a Porta e gli urla “Stia zitto”. Il Pd insorge e chiede alla Rai una presa di distanza dai “toni inaccettabili” del conduttore.
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La puntata del 9 aprile di Porta a Porta si è chiusa con uno scontro aperto tra Bruno Vespa e il deputato dem Giuseppe Provenzano, con il conduttore che ha alzato la voce fino a urlare al suo ospite: "Adesso stia zitto, lasci parlare gli altri per favore". Il giorno dopo, i rappresentanti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai hanno chiesto alla tv pubblica di prendere le distanze da quei toni. A parlare è Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Pd.

Ma a chiedere provvedimenti sono anche i componenti del Pd nella commissione vigilanza Rai. Donzelli, Fratelli d'Italia, attacca: "Il Pd vuole epurare Bruno VESPA. Dopo la vittoria al referendum sulla giustizia si sentono già in diritto di fare liste di proscrizione in Rai partendo da uno dei conduttori più autorevoli e seguiti dai telespettatori, che ha fatto la storia del servizio pubblico. Non hanno una sola idea su come affrontare i problemi degli italiani, pensano solo alla censura dei giornalisti che osano essere indipendenti e non al loro servizio. Se fanno così dopo aver vinto solo un referendum mi immagino cosa accadrebbe se, malauguratamente per gli italiani, dovessero vincere le prossime elezioni politiche". 

Cosa è successo in studio

La puntata era incentrata sulle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni in Parlamento, dove aveva annunciato che il governo andrà avanti fino alla fine senza rimpasti. In studio erano seduti Lucio Malan, capogruppo al Senato di Fratelli d'Italia, Giuseppe Provenzano del Pd, il direttore di Libero Mario Sechi, il giornalista Politi e la docente Alessia Melcangi.

Il punto di rottura arriva quando Provenzano, già intervenuto nel dibattito, continua a inserirsi mentre parla Malan. Vespa lo richiama: "Prima ha parlato, adesso mi lasci parlare". Provenzano risponde che si trattava di un'interlocuzione legittima, "siamo in uno studio democratico". Da lì la situazione precipita rapidamente.

Vespa, alzandosi e indicando la sua poltrona, chiede al deputato dem: "Vuoi venire?". Provenzano declina — "Ci mancherebbe altro, non lo farei mai" — ma aggiunge una battuta che non passa inosservata: "Forse dovrebbe sedersi da quella parte", alludendo alla vicinanza del conduttore alle posizioni del governo. È lì che Vespa perde la pazienza, si avvicina urlando: "Questo non glielo consento. Con quello che vedete in giro sulla par condicio… Anche la battuta se la poteva risparmiare".

La reazione del Pd

I componenti dem della Commissione di Vigilanza Rai hanno diramato una nota che non lascia spazio a interpretazioni. I toni di Vespa vengono definiti "inaccettabili e sproporzionati", con la richiesta formale che la Rai — in quanto azienda del servizio pubblico — prenda una "netta presa di distanza". Il Pd precisa di non voler entrare nel merito del dibattito in sé, ma di ritenere che certi comportamenti "minino il ruolo imparziale della trasmissione".

La chiosa è tagliente: "Comprendiamo il nervosismo nel governo dopo l'esito del referendum, ma non è accettabile da chi ricopre un ruolo nel servizio pubblico."

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