Andrea Delogu si commuove per le parole di Pierluigi Diaco: “Voglio costruirmi una famiglia”
Ci sono porte che si chiudono, altre che si aprono. E poi ce ne sono alcune che aspettiamo di aprire al momento giusto. A BellaMà, Pierluigi Diaco ha costruito attorno a questa immagine, approfittando del programma che Andrea Delogu conduce, ovvero "La porta rossa", un piccolo racconto della vita della sua ospite, fatto di soglie, passaggi e ostacoli superati. Alla fine le ha chiesto quale vorrebbe fosse la prossima. La risposta è arrivata senza esitazioni, insieme alla commozione.
La prima porta: San Patrignano
Il viaggio parte da casa. Quella di Andrea Delogu era a San Patrignano, dove è cresciuta e dove, come ricorda Diaco, la porta non si chiudeva mai a chiave. Un mondo protetto che per una bambina era semplicemente il mondo. Poi il cancello si apre e fuori c'è un'altra vita, fatta di scoperte minuscole: anche scegliere una merendina diventa una novità.
Il secondo passaggio arriva a 14 anni, durante un concerto di Cristina D'Avena. Delogu prende il microfono, sente la propria voce riempire lo spazio e capisce che il suo posto è lì. Ma c'è anche una porta contro cui continua a sbattere: quella delle parole. Leggere è una fatica, a scuola le ripetono la solita formula, intelligente ma non si applica. Poi la diagnosi di dislessia, che dà finalmente un nome all'ostacolo. Ed è proprio lì che la storia si ribalta. Le parole, che erano state un muro, diventano il suo superpotere e la portano in televisione.
Il sogno di bambina e la chiamata di Arbore
Diaco a questo punto pesca un ricordo d'infanzia che è determinante. La piccola Andrea guarda Indietro tutta e sogna di essere un giorno dentro quello schermo. La madre sorride e le risponde con una battuta: sì, quando ti chiamerà Arbore. Renzo Arbore, alla fine, l'ha chiamata davvero. E oggi, chiude il conduttore, è lei ad accompagnare altre persone attraverso una porta magica.
"La porta di costruirmi una famiglia"
Poi la domanda che scioglie tutto: qual è la prossima porta che vorrebbe aprire? Delogu non ci gira intorno: "La porta di costruirmi una famiglia. Più stretta di quella allargata che ho". E aggiunge, lasciando spazio al futuro: "Chissà, vediamo cosa succede nel mondo".
Il ritratto costruito da Diaco colpisce nel segno. Delogu, che un anno fa ha vissuto il dramma di un lutto fortissimo come la scomparsa tragica e prematura di suo fratello, si commuove e prova a sdrammatizzare con un rimprovero affettuoso: "Mi hai fatto emozionare, ma queste cose mi devi avvisare che le fai". Una frase che resta sospesa, a metà tra il sorriso e le lacrime, come spesso accade quando qualcuno ti rimette davanti tutta la strada fatta per arrivare fin lì.
La frase di Andrea Delogu, poi va letta tenendo a mente da dove è partito il racconto. Per chi è cresciuto in una comunità come San Patrignano, la famiglia allargata non è un modo di dire: è la condizione di partenza, fatta di decine di adulti, porte aperte e nessuna chiave. Il desiderio di Delogu va nella direzione opposta. Non vuole più persone attorno. Vuole un perimetro, un nucleo suo, qualcosa di più piccolo e più chiuso di quello che ha sempre avuto.