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Ranucci: “Sull’attentato tanta ipocrisia da una certa politica, i miei figli sanno che potrei non tornare a casa”

Sigfrido Ranucci torna a parlare dell’attentato subito lo scorso ottobre e non nasconde l’amarezza per quanto accaduto pochi giorni fa in Commissione di Vigilanza in Rai. Secondo il conduttore di Report l’audizione – convocata per esprimergli solidarietà – si è trasformata nell'”ennesimo attacco al mio lavoro”.
A cura di Sara Leombruno
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Reduce dall’audizione in Commissione di Vigilanza Rai dello scorso 5 novembre, Sigfrido Ranucci è tornato a parlare dell’attentato subito a ottobre e del clima di tensione che lo circonda. Durante un incontro pubblico a Firenze, il conduttore di Report non ha nascosto l’amarezza per quanto accaduto in Commissione, dove l’audizione – convocata per esprimergli solidarietà – si è trasformata, a suo dire, nell’"ennesimo attacco al suo lavoro". A rendere ancora più teso il confronto, le continue interruzioni del senatore Maurizio Gasparri, che ha replicato a più riprese alle parole di Ranucci pur non avendo la parola. Il comportamento del senatore ha spinto la presidente della Commissione, Barbara Floridia, a richiamarlo all’ordine.

Dal 2021 sotto scorta e dal 2009 sotto tutela, Ranucci ha spiegato di aver imparato a convivere con la paura, ma anche ad accettarla come rischio del mestiere. Un atteggiamento che ha dovuto trasmettere anche alla sua famiglia: “I miei figli sono abituati a convivere con una figura che è spesso assente e che sa di poter non tornare a casa. Accade anche a tanti poliziotti o a chi lavora per il servizio pubblico. Sanno che queste assenze fanno parte di un pacchetto necessario, se vogliamo consegnare al mondo e alle generazioni future un mondo migliore”, le parole.

Sigfrido Ranucci mentre conduce Report
Sigfrido Ranucci mentre conduce Report

Ma se Ranucci parla con fermezza della sua missione professionale, non risparmia parole dure per chi, a suo dire, ha sfruttato la vicenda per farsi propaganda. Il 5 novembre è stato a un'audizione in Commissione di Vigilanza Rai. Un evento nato per manifestare solidarietà dopo il suo attentato, ma che a sua detta si è trasformato nell'"ennesima occasione dove mi si accusava di non fare correttamente il mio lavoro. Ma va bene così, io ho detto sempre ‘piuttosto che l'ipocrisia, piuttosto che vestirsi di false trasparenze è meglio apparire nudi". E ancora un attacco nemmeno troppo velato alla destra: “Non mi aspettavo una quantità di ipocrisia tale, soprattutto da una certa politica”, ha commentato, ricordando le reazioni all’attentato.

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