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Morto il regista Tommaso Merighi a 31 anni: aveva collaborato con Gabriele Salvatores

È morto a soli 31 anni Tommaso Merighi. Giovane e promettente regista, si era formato al Centro Sperimentale di Milano, aveva collaborato anche per alcune testate, ed era stato assistente alla regia di Gabriele Salvatores. Aveva firmato, poi, il docufilm Allacciate le cinture-Il viaggio di Io, Capitano in Senegal.
A cura di Ilaria Costabile
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È morto all'età di 31 anni il giovane e promettente regista Tommaso Merighi. A dare notizia della sua prematura scomparsa è stata la fondazione Cinemovel che sui social ha condiviso un messaggio di cordoglio nei confronti della famiglia: "Per noi Tommaso era molto più di un giovane talento del cinema: era parte della nostra storia, un compagno di viaggio". I funerali si sono svolti nella giornata di lunedì 3 novembre.

La passione per il cinema e il lavoro con Gabriele Salvatores

Fin da bambino Tommaso Merighi aveva manifestato la sua passione per il cinema, come d'altronde scrivono nel post di Cinemovel: "Da quando aveva sette anni lo abbiamo visto crescere e diventare un giovane uomo talentuoso con cui condividevamo sogni e passioni". I primi approcci, reali, al mondo del cinema avvengono nel 2014 a vent'anni quando girò a Ferrara la tappa locale di Libero Cinema in Libera Terra. L'anno seguente per Repubblica firmò una serie di video in cui ritraeva le storie dei migranti nel liceo occupato di Jean Quarré a Parigi, si trattava di un centro profughi autogestito. Per seguire il suo sogno da regista, si è laureato in Lettere Moderne a Bologna, per poi diplomarsi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano. Si è dilettato nel girare spot per alcune start up e realtà sociali, non sono mancate collaborazioni con Il Post, e anche il Teatro Elfo Puccini. Nel 2020, durante il periodo del Covid, è stato assistente alla regia di Gabriele Salvatores, nel docufilm Fuori era primavera. Nel 2024 ha vinto il Premio RAI al Festival del Cinema di Trento per Il ritorno del lupo.

L'ultimo lavoro di Tommaso Merighi

Aveva poi firmato il documentario Allacciate le cinture – Il viaggio di Io, Capitano in Senegal. Ne aveva parlato lui stesso sui social e aveva scritto: "Poter girare questo film è stato un meraviglioso tuffo in acque inesplorate". Il docufilm racconta la preparazione di una serie di schermi itineranti perché i senegalesi vedessero Io Capitano di Matteo Garrone, documentando anche l'incontro con Seydou, Moustapha e Mamadou. Il film è disponibile anche su RaiPlay. Descrivendo quell'esperienza, Tommaso Merighi aveva detto:

La nostra regola è stata quella di non aspettarci nulla, di essere pronti e di accogliere qualsiasi istanza perché potesse essere elaborata, ma non maneggiata; perché venisse ascoltata nella sua originalità. Questo è stato il nostro approccio: spogliarci di ogni nostro preconcetto nel bene e nel male, per poter essere al servizio dell’autenticità delle persone e delle loro voci, per raccogliere parte di questa esperienza dolorosa, una partenza verso l’ignoto.

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