Il figlio di Totti ha lasciato il calcio per un problema alla testa: “Aveva l’occlusione nell’acquedotto di Silvio”

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Poco più di un anno fa, a 19 anni, Cristian Totti lasciava il mondo del calcio giocato. Oggi è il padre Francesco a rivelare i motivi che hanno costretto il giovane ad abbandonare lo sport che ha reso l’ex capitano della Roma un idolo per i tifosi della squadra giallorossa: “Gli hanno trovato un’occlusione nell’acquedotto di Silvio”.

A distanza di un anno dal suo ritiro, è stato Francesco Totti a rendere noti i motivi che hanno costretto il figlio Cristian, il primogenito nato dal matrimonio con Ilary Blasi, ad abbandonare il calcio giocato a soli 19 anni. Cristian sognava fin da bambino di seguire le orme del padre, quel ragazzino romano appassionato di calcio che ha stregato per oltre 20 anni i tifosi della Roma, che lo hanno considerato a lungo un idolo e che continuano a volergli profondamente bene. Ma a luglio 2025, dopo aver giocato nelle giovanili della Roma, nel Frosinone, nel Rayo Vallecano in Spagna, nell’Avezzano e infine in Serie D nell’Olbia, Cristian Totti è stato costretto a dire addio al calcio giocato. Al Corriere dello Sport, Francesco oggi racconta che a costringerlo ad abbandonare i progetti di diventare un calciatore professionista è stato un problema di salute: un’occlusione nell’acquedotto di Silvio.

Cos’è e come viene diagnosticata un’occlusione nell’acquedotto di Silvio

"Ha avuto un problema alla testa", ha spiegato Totti raccontando quali sono state le ragioni che hanno costretto Cristian a ritirarsi, "Hanno trovato un'occlusione nell'acquedotto di Silvio. Mo', non è che faccio il medico, te lo dico così come me l'hanno spiegato: non passava tutto il liquido al cervello". Il problema di salute del primogenito di Totti e Ilary è stato scoperto per caso, attraverso una tac cui il giovane si è sottoposto per un problema al naso. In quell’occasione i medici hanno riscontrato un’occlusione nell’acquedotto di Silvio, un condotto cerebrale molto sottile e lungo appena 15 millimetri, che si trova nell’encefalo e mette in comunicazione il terzo e il quarto ventricolo cerebrale, consentendo il passaggio del liquido cerebrospinale, il cosiddetto liquor, necessario a mantenere stabile la pressione intracranica e a proteggere il cervello. Quando a livello di questo condotto è presente una stenosi, il liquor non riesce più a circolare correttamente e si accumula, portando a un aumento della pressione all’interno del cranio, nota come idrocefalo.

I sintomi e le terapie necessarie a ripristinare il corretto circolo del liquido cerebrospinale

Cristian, fin da bambino, aveva sofferto di frequenti mal di testa, sintomo cui i suoi genitori e lui stesso avevano attribuito scarsa importanza. "Pensavamo fosse stanchezza", ha spiegato l’ex capitano giallorosso. Sono proprio i mal di testa, nella maggioranza dei casi, il primo sintomo che spinge a sottoporsi ai controlli necessari a diagnosticare tale condizione. Possono poi essere presenti altri sintomi quali nausea e vomito, disturbi della vista, difficoltà cognitive o eccessiva sonnolenza. Per fare una diagnosi, come accaduto nel caso di Cristian Totti, è necessario sottoporsi a una serie di controlli specifici: prima una visita neurologica cui seguono accertamenti di secondo livello come una tac o una risonanza magnetica.

Nei giovani, un’occlusione nell’acquedotto di Silvio è in genere frutto di una malformazione congenita. Altre cause di una stenosi, più rare, possono derivare da cisti, una meningite pregressa, un’emorragia o un tumore cerebrale sito nella regione pineale o nel tronco encefalico. Il trattamento necessario a risolvere le cause dell’occlusione è in genere di tipo neurochirurgico: si interviene di solito con l’inserimento di uno shunt necessario a drenare il liquor verso un’altra parte del corpo oppure con una ventricolostomia che consente al liquido cerebrospinale di trovare una via alternativa per defluire verso il quarto ventricolo.

Cristian, come il padre, pur non giocando più è rimasto nel mondo del calcio e oggi figura tra i dirigenti della Totti Soccer School, la scuola di calcio di proprietà del padre Francesco.

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