Giorgia Soleri mostra la pancia: “Non sono incinta, sono malata. Vorrei essere creduta, e curata”

Giorgia Soleri in un lungo sfogo social, torna a parlare della malattia con la quale convive da molto tempo, l'endometriosi. L'attivista e influencer si è sempre spesa per sensibilizzare informazione a proposito della patologia di cui "si conosce troppo poco". Ha deciso di tornare sull'argomento dopo che un utente social le ha chiesto se fosse incinta. "Ma sei incinta? Senza offesa, ma mi sembri piuttosto ingrassata. Sei sempre bellissima" le ha scritto una persona in privato, e la sua domanda è finita sul profilo della content creator. "Quella pancia gonfia che vedete ripresa e che ai più rimanda a un’immaginario legato alla maternità, per tante di noi si chiama "endobelly", letteralmente "pancia da endometriosi", ha scritto la Soleri in un lungo messaggio social.
Ha sottolineato che il gonfiore addominale "è solo uno degli innumerevoli sintomi, spesso invalidanti, di questa malattia subdola. Un altro è quello di poter soffrire, secondo le stime nel 40%/50% dei casi di endometriosi, di infertilitá o sub-fertilitá. Questo significa che se io fossi alla ricerca di una gravidanza che non arriva, quella domanda avrebbe potuto spezzarmi". E da anni fa i conti anche con il rapporto con il suo corpo, "la cui sfida non è solo quella di imparare a conviverci nonostante il dolore che mi provoca, ma provare ad accettare tutti i cambiamenti a cui la malattia e le conseguenti terapie mi sottopongono su cui io ho un margine di manovra minimo".
La denuncia contro il sistema sanitario: "Voglio essere vista e tutelata"
Così ha sottolineato quanto sia difficile convivere con la malattia mentre dall'esterno, tanti occhi "giudicano" il suo aspetto. Il cuore del suo intervento è una richiesta di maggiore attenzione da parte del sistema sanitario, e delle istituzioni. "E farlo con un costante sguardo esterno che mi giudica, ricordarmi che anche da malata, la cosa più sconviente per una donna è non compiere sforzi sovrumani per risultare il più bella possibile, socialmente parlando. Ma io non voglio essere bella. Voglio essere ascoltata, creduta, curata. Voglio essere vista dal sistema sanitario e tutelata dalle istituzioni. Voglio più formazione, azione, sensibilizzazione. Voglio più ricerca, voglio una cura". Poi ha concluso, spiegando di desiderare che i tempi per avere una diagnosi si accorcino, e che i commenti sul corpo altrui smettano di esistere: "Che nessuna debba più vivere questo incubo, o giustificarsi davanti a domande come questa".
