Fabrizio Corona vince in parte su Signorini: è stato confermato dal tribunale di Milano

Il Tribunale civile di Milano ha accolto parzialmente il ricorso presentato da Fabrizio Corona, escludendo dalla misura i contenuti non direttamente lesivi nei confronti di Alfonso Signorini. Le altre restrizioni, però, restano in piedi — e il provvedimento chiarisce con precisione perché.
Nella giornata di ieri, però, ci sono state due versioni diverse, due vittorie annunciate. Ivano Chiesa, avvocato di Corona, ha infatti dichiarato via social che "abbiamo vinto noi", contribuendo quindi a due narrazioni differenti sulla vicenda.
Cosa è stato confermato e cosa no
Nella parte accolta del ricorso, il giudice ha circoscritto l'ambito di applicazione del provvedimento a condotte specifiche, elencate nel testo con una puntualità che non lascia margini interpretativi. Tre gli episodi al centro della decisione: l'aver rivolto a Signorini l'epiteto "porco lurido", l'aver accusato il giornalista — senza fondamento, secondo il tribunale — di aver commesso "ricatti sessuali", e la diffusione di una fotografia che ritrae Signorini nudo, di spalle, pubblicata senza il suo consenso.
Rispetto a questi tre punti, la difesa di Corona aveva invocato il diritto di critica. Il tribunale ha respinto l'argomento.
Il tribunale sulla libertà di critica: dove finisce il diritto
La motivazione è netta. Il giudice stabilisce che le espressioni "porco lurido" e "porco" "sono certamente da considerarsi offensive della dignità e del decoro della persona" e che la loro pubblicazione "costituisce evidentemente una lesione gratuita dell'onore e del decoro". Non critica, dunque. Insulto.
Lo stesso vale per l'accusa di ricatti sessuali, definita infondata dal tribunale, e per la foto pubblicata senza consenso: entrambe le condotte vengono escluse dall'alveo della critica legittima — quella che, per essere tale, deve fondarsi su fatti veri e proporzione tra la denuncia e i mezzi utilizzati per formularla.
Una vittoria parziale che ridisegna i confini
Il risultato finale è una pronuncia che ridimensiona l'impianto originario del provvedimento senza smontarlo. Corona ottiene uno spazio — circoscritto — in cui le restrizioni non si applicano. Ma sui tre punti più gravi della vicenda, il tribunale tiene la linea.
L'annuncio di Corona
Come anticipato in apertura, della stessa ordinanza, coesistono due letture. Quella dell'accusa e quella della difesa. Intanto, Fabrizio Corona annuncia il ritorno online dei video oscurati; il 6 aprile, con l'uscita dell'episodio conclusivo di Falsissimo, la partita si sposterà di nuovo sul piano dell'opinione pubblica. Poi, toccherà ancora una volta ai giudici.