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Fabrizio Corona in ospedale: “Ricoverato in cardiologia, le macumbe di Signorini”

Nel pomeriggio di sabato 14 febbraio Fabrizio Corona ha pubblicato sui social le foto che provano il suo ricovero in ospedale. Fanpage lo ha contattato per capire quali siano le sue condizioni.
A cura di Andrea Parrella
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Fabrizio Corona in un letto di ospedale, mentre si sottopone a dei controlli e si mostra provato, mentre si sottopone a elettrocardiogramma, in due foto che proprio lui pubblica sui X. Una frase le accompagna: "Non mi state fermando, mi state ricreando". Dopo il silenzio degli ultimi giorni, Corona torna a mostrarsi mentre si fa monitorare dai medici.

Fabrizio Corona parla del ricovero in ospedale

Al netto del messaggio che rivolge a chi lo segue tipicamente in stile agitapopolo, aggiungendo una nuova frase al suo vocabolario antisistema che sperimenta da mesi contro il potere, non è stata chiara sin da subito la ragione che ha portato il 51enne nella struttura ospedaliera. Sul monitor spiccano i dati relativi alla pressione con parametri elevati, gli abbiamo quindi chiesto spiegazioni e Corona ha risposto con pochi messaggi sintetici: "Ricoverato in cardiologia", per poi aggiungere ironicamente che "sono le macumbe di Signorini".

La vicenda dei profili di Corona bloccati da Meta

Una risposta che non racconta molto della possibile gravità della situazione, ma che dimostra una volta di più come Corona resti nel personaggio sempre a comunque. L'account X resta ormai il solo social dal quale può parlare in prima persona, visto il blocco dei suoi profili su tutte le piattaforme Meta, sulle cui motivazioni Fanpage.it ha interpellato Domenico Aiello, legale di Alfonso Signorini, per fare luce sulla rapidità con cui le piattaforme hanno agito. Secondo Aiello, la rimozione non è un evento casuale ma la diretta conseguenza di una strategia legale decisa: "È una conseguenza del provvedimento d'urgenza del tribunale di Milano e del fatto che abbiamo querelato Google e YouTube per concorso in diffamazione aggravata e ricettazione." Le denunce, infatti, non miravano più solo a Corona, ma colpivano i vertici delle Big Tech, accusati di aver permesso la diffusione di contenuti illeciti nonostante i ripetuti alert. Una pressione che potrebbe aver spinto i provider all'autotutela, visto che i loro manager erano finiti nel registro degli indagati.

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