Fabrizio Corona cancellato dai social, ma più presente che mai: le parodie di Fiorello e Vagnato dopo lo strike

Ventiquattro ore di assenza che valgono più di mesi di presenza. Fabrizio Corona, rimosso da Instagram e YouTube, da TikTok e da Facebook, è riuscito nell'impresa paradossale di essere ovunque proprio quando non è da nessuna parte. E mentre il suo nome rimbalza da una testata all'altra, da un account all'altro, due video parodia arrivano quasi all'unisono a certificare quanto quello che è accaduto abbia creato una frattura segnando un prima e un dopo Falsissimo.
Le parodie di Falsissimo
Fiorello è stato il primo a muoversi sul personaggio Corona, con un tempismo che ormai è marchio di fabbrica. Dopo aver parlato dei fatti di cronaca, ma sempre a modo suo, quindi scherzando e dissacrando il momento, ha progressivamente vestito i panni di Corona, personaggio che ha ormai trasformato in una presenza fissa. E proprio oggi ha mandato in onda a La Pennincanza una breve clip video, una canzone fatta coi tormentoni di Corona e del suo Falsissimo.
Nello stesso momento, anche Gabriele Vagnato ha pubblicato il suo video. Il teaser della giornata precedente aveva fatto credere a parole inedite di Corona: lui in persona che risponde alla domanda "Che cosa faresti se YouTube ti chiude il canale?" brandendo una mazza da baseball e ringhiando "vado da Google". Ma nel video finale, Corona appare solo attraverso un messaggio: "Ho bisogno di tempo per riflettere".
Il paradosso della cancellazione di Fabrizio Corona
Il paradosso è chiaro. Corona è stato colpito da uno strike per aver violato le regole (interessante l'intervista di Sara Leombruno all'avvocato di Signorini, Domenico Aiello, sull'argomento). E la risposta del sistema (non inteso à la Corona!) non è il silenzio, ma una moltiplicazione: imitatori, parodie, discussioni infinite sulla sua rimozione. Insomma, Corona non ha più canali, ma ha il monopolio della conversazione. I suoi imitatori lavorano per lui. Le testate aprono con il suo nome. I social si riempiono di discussioni sulla sua cancellazione. L'algoritmo, che dovrebbe punirlo con l'invisibilità, finisce per premiarlo con l'onnipresenza.
È la dimostrazione che nell'ecosistema mediatico contemporaneo, la distinzione tra presenza e assenza è diventata irrilevante. Ciò che conta è la capacità di generare conversazione. E sotto questo aspetto, Fabrizio Corona ha vinto anche da cancellato.