Chi è Domenico Antonio Pallavicino, “l’ultimo principe di Genova” al centro del gossip con Manuela Arcuri

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Domenico Antonio Pallavicino ha 82 anni, appartiene a una delle più antiche famiglie genovesi, è stato console onorario del Principato di Monaco e oggi guida la Fondazione Pallavicino, di cui Manuela Arcuri è testimonial e Vittorio Sgarbi direttore artistico.

È il nome che, in questi giorni, è finito sulle pagine di gossip insieme a quello di Manuela Arcuri. Domenico Antonio Pallavicino e l’attrice sono stati visti prima a Montecarlo, poi a Parigi, alimentando le indiscrezioni su una possibile frequentazione che, almeno per ora, nessuno dei due ha confermato. Una curiosità ancora più forte se si considera che Pallavicino ha sempre mantenuto una certa riservatezza sulla sua vita privata, legando il suo nome soprattutto alla storia della famiglia, alla cultura e alle attività filantropiche. Con Arcuri, però, ha da tempo anche un rapporto professionale: l’attrice è testimonial della Fondazione Pallavicino, l’ente fondato dal principe per valorizzare la storia e il patrimonio della sua famiglia.

Chi è Domenico Antonio Pallavicino: le origini del principe di Genova

Domenico Antonio Pallavicino, 82 anni, è nato a Stresa il 26 febbraio 1944 e appartiene a una delle più antiche famiglie legate alla storia di Genova. I Pallavicino fanno risalire le proprie origini agli Obertenghi, la stirpe da cui discendono alcune delle più importanti casate dell’Italia settentrionale, e nel corso di oltre otto secoli hanno avuto un ruolo nella vita politica, economica e religiosa della città. Alla famiglia si devono infatti tre dogi della Repubblica di Genova, numerosi senatori e diplomatici e cinque cardinali. Pallavicino non ha eredi diretti, ed è conosciuto come "l’ultimo principe di Genova", un appellativo che si lega al rapporto mai interrotto con la città e alla sua scelta di custodire personalmente la storia della propria casata.

Il luogo che più di ogni altro racconta la sua eredità familiare è Palazzo Pallavicino, in piazza Fontane Marose. La famiglia lo acquistò nel 1836 per 250mila lire: fu Domenico I Pallavicino, trisnonno dell’attuale proprietario, a scegliere quell’edificio cinquecentesco come residenza principale. Da allora, quasi ogni generazione ha aggiunto qualcosa alla casa, trasformandola nel tempo anche in uno scrigno di opere d’arte: oggi nelle sue stanze si trovano opere di Bernardo Strozzi, Simone Cantarini, Gaetano Gandolfi, Anton Maria Maragliano e Vittorio Corcos, insieme a sculture, bronzi, marmi, porcellane e arazzi, alcuni dei quali appartennero persino ad Andrea Doria. Quella che potrebbe sembrare una gigantesca collezione privata, però, negli ultimi anni è diventata anche qualcosa di più aperto alla città. Nel 2024 Pallavicino ha presentato il volume I Pallavicino di Genova. Una stirpe obertenga patrizia genovese nella storia d’Europa e del Mediterraneo, nato per mettere ordine negli oltre otto secoli di vicende della casata. In quell’occasione spiegò di voler valorizzare questa eredità e “consegnarla intatta” a Genova. Il libro racconta anche il rapporto della famiglia con il mecenatismo, dalle committenze di opere di Rubens e Van Dyck alle sculture di famiglia conservate al cimitero monumentale di Staglieno.

Dal Principato di Monaco alla Fondazione Pallavicino

Per decenni, tuttavia, il suo nome è stato legato soprattutto a un altro incarico. Dal 1980 al 2024 Pallavicino è stato Console Generale Onorario del Principato di Monaco per Genova, Savona e La Spezia, un’esperienza durata oltre quarant’anni, durante la quale ha fatto parte anche del Decanato del Corpo Consolare di Genova e ha ricevuto diverse onorificenze, tra cui quella di Commendatore dell’Ordine dei Grimaldi.

Nel 2019 è nata la Fondazione Pallavicino ETS, con l'obiettivo di custodire la memoria della casata e valorizzarne le collezioni attraverso mostre, conferenze, pubblicazioni e iniziative dedicate all’arte. A darle un’impronta culturale è anche Vittorio Sgarbi, direttore artistico della Fondazione e coautore, insieme a Pallavicino, di Canova. Quattro tempi, il volume dedicato ai modelli in gesso di Antonio Canova conservati nella Gypsotheca di Possagno e fotografati da Luigi Spina. Il progetto della Fondazione, però, non si ferma alle stanze del palazzo: nel 2025 ha donato all’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova un pianoforte a coda rosso, lasciato a disposizione dei viaggiatori, portando un piccolo angolo di musica anche dentro uno dei luoghi più affollati della città.

Il lavoro della Fondazione si intreccia anche con la beneficienza. Nel dicembre 2024 Pallavicino ha destinato 350mila euro al Gaslini di Genova per il nuovo Padiglione Zero, una somma destinata a sostenere la realizzazione di cinque sale parto fisiologico con relative isole neonatali e quattro postazioni per l’assistenza neonatale intensiva. Una scelta che racconta anche il modo in cui il principe interpreta il proprio ruolo: durante la serata di gala in cui è stata presentata la donazione, ha spiegato di sentire la solidarietà come una responsabilità legata alla condizione privilegiata in cui è nato. Il legame del principe con la cultura genovese passa anche da Niccolò Paganini, a cui Pallavicino ha dedicato una parte del suo impegno. È stato nominato Paganini Ambassador e, attraverso la Fondazione, ha contribuito a riportare la figura del violinista nel cuore della città con una statua in bronzo realizzata da Livio Scarpella e collocata davanti al Teatro Carlo Felice.

La nuova avventura con Airidea e l’incontro con Manuela Arcuri

Alle attività legate alla cultura e alla solidarietà, negli ultimi mesi Pallavicino ha affiancato anche una nuova scommessa imprenditoriale: è entrato in Airidea, la nuova compagnia aerea ligure, attraverso Global Group, inizialmente con il 40% della società. Dopo l’ingresso di Andrea Giustini, la quota è salita al 42,70%, facendo di Global Group il principale azionista. Il progetto punta a rafforzare i collegamenti aerei della Liguria e ha debuttato a giugno con la tratta Genova-Trieste. A bordo di quel primo volo c’era anche Manuela Arcuri, scelta come testimonial della compagnia. L’attrice era già legata al principe dalla collaborazione con la sua Fondazione, di cui è testimonial, e negli ultimi mesi aveva preso parte a diverse iniziative promosse dall’ente. Tra queste c’è anche la campagna “Occhio alla pelle”, realizzata insieme alla Fondazione Alberto Castelli per sensibilizzare sulla prevenzione del melanoma.

Poi sono arrivati gli incontri lontano dagli appuntamenti ufficiali. A settembre i due sono stati visti allo Yacht Club di Montecarlo per un pranzo a due, un episodio che ha iniziato ad alimentare le prime indiscrezioni sulla natura del loro rapporto. Poche settimane dopo è arrivata Parigi: secondo gli scatti pubblicati da Chi, Arcuri e Pallavicino hanno raggiunto la capitale francese a bordo di un jet privato, fermandosi al Ritz per la colazione e trascorrendo poi del tempo insieme per le vie della città.

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