video suggerito
video suggerito

Caso Corona, Codacons attacca Meta e Google: “Due pesi e due misure, agiscono solo se si finisce sui giornali”

L’associazione dei consumatori, in una nota ufficiale, definisce il caso Corona come un trattamento discriminatorio da parte delle grandi piattaforme tecnologiche: “Due pesi e due misure che fanno sospettare la possibilità che queste grandi piattaforme intervengano con attività di oscuramento e rimozione delle pagine solo quando le violazioni hanno risalto sui mass media e diventano casi di cronaca”.
78 CONDIVISIONI
Immagine

Il caso della rimozione dei profili social di Fabrizio Corona colpisce anche il Codacons. L'associazione dei consumatori, in una nota ufficiale, definisce quello che è accaduto un trattamento discriminatorio da parte delle grandi piattaforme tecnologiche.

Meta, Google e TikTok hanno impiegato meno di 24 ore per cancellare ogni traccia digitale dell'ex re dei paparazzi: questo è il succo del discorso per Codacons. Una velocità che secondo l'associazione stride con la lentezza cronica con cui le stesse piattaforme gestiscono le segnalazioni quotidiane di utenti comuni vittima di diffamazione, violazioni della privacy o altri illeciti.

Che cosa ha detto il Codacons

"Senza entrare nel merito dei contenuti di Fabrizio Corona diffusi attraverso le sue pagine social, per i quali l'unico soggetto legittimato ad esprimersi è la magistratura, dobbiamo denunciare con forza come Meta, Google e TikTok, in casi analoghi di presunta diffamazione compiuta attraverso i social network, oppure per vicende di gravi violazioni della privacy dei minori, non abbiano adottato alcun provvedimento o siano intervenute con grave ritardo", spiega l'associazione.

La tesi del Codacons è diretta: le Big Tech si muovono non sulla base della gravità delle violazioni, ma della loro visibilità mediatica. "Due pesi e due misure che fanno sospettare la possibilità che queste grandi piattaforme intervengano con attività di oscuramento e rimozione delle pagine solo quando le violazioni hanno risalto sui mass media e diventano casi di cronaca", denuncia l'associazione.

Dietro l'accusa del Codacons ci sono anni di segnalazioni accumulate. Cittadini comuni che hanno denunciato profili diffamatori ricevendo risposte automatiche. Famiglie che hanno segnalato violazioni della privacy dei propri figli minorenni trovandosi di fronte a procedure infinite. Utenti vittime di cyberbullismo che hanno visto i contenuti segnalati rimanere online per mesi. Le stesse piattaforme che in meno di un giorno hanno cancellato Corona hanno lasciato che contenuti ben più gravi rimanessero visibili nonostante "le reiterate denunce di cittadini o di enti come il Codacons". La conclusione del Codacons è netta: "Una disparità di trattamento che danneggia tutti gli utenti, non adeguatamente tutelati in caso di diffamazione o altri illeciti commessi sui social". 

78 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views