Altra gaffe di Paolo Petrecca sui collaboratori esterni: il caso finisce in commissione pari opportunità

Nella giornata di ieri, venerdì 13 febbraio, l'adesione allo sciopero indetto dall'Usigrai a sostegno della redazione di Rai Sport, dopo la disastrosa telecronaca del direttore Paolo Petrecca, ha ricevuto "un'adesione massiccia", da parte di numerosi giornalisti Rai. Intanto si alimenta un nuova polemica per i tagli a Rai Sport.
I tagli di Paolo Petrecca alla redazione di Rai Sport
Il cdr di Rai Sport, sostenuto da Fabrizio Tumbarello sostiene la sua posizione: "Nostro compito è segnalare i problemi. E chiedere soluzioni. Finora l’azienda non ne ha avanzate. Andiamo avanti con la nostra protesta", intanto arriva un supporto parziale anche da Unirai che chiede alla Rai di occuparsi delle problematiche editoriali della redazione, ma prendendo le distanze dalle "proteste strumentali". Dopo quanto è accaduto, sembra inevitabile l'arrivo di un successore al posto di Petrecca, che al momento non ha intenzione di dimettersi, anche perché a inizio anno, solitamente, l'azienda controlla l'uso del budget nelle varie redazioni. Stando a quanto riportato dal sindacato, il direttore di Rai Sport avrebbe fatto tagli alla sua redazione di oltre il 20%, quindi il doppio di quelli riscontrati in altre testate.
La contestazione sulle collaborazioni esterne e la denuncia alla commissione Pari Opportunità
Nell'ambito dei Giochi Olimpici, infatti, sono stati ridotti i secondi commentatori nelle telecronache, alcune delle quali non si svolgono nemmeno sul campo, perché seguite a distanza. Decisioni che avrebbero inasprito ancor di più i rapporti con la redazione che, d'altra parte, ha dovuto accettare un incremento della spesa per le collaborazioni esterne, nel 2025 arrivata a 2,34 milioni. In merito alle collaborazioni esterne, d'altra parte, la redazione anche nei comunicati diffusi nelle settimane precedenti all'inizio delle Olimpiadi Invernali, aveva manifestato il proprio dissenso in merito alle scelte fatte dal direttore che ha prediletto figure non professionali, quindi non giornalisti interni alla testata, ma volti laterali alla redazione, per commentare l'andamento delle performance atletiche di queste settimane. Una scelta che ha toccato non solo la conduzione dei programmi principali di Rai Sport, ma anche gli inviati sul posto, il direttore ha motivato queste decisioni dicendo: "È che loro hanno il physique du rôle". Risposta che l'Usigrai ha immediatamente denunciato alla commissione Pari Opportunità della Rai.