Miriana Trevisan: “Per Enrica Bonaccorti mai state Lolite, la truffa al telefono forse le costò il passaggio a Bonolis”

Enrica Bonaccorti, dopo aver affrontato un tumore al pancreas, si è spenta all'età di 76 anni, lasciando un vuoto in una televisione che sentirà la mancanza del suo garbo e della sua eleganza. La prima volta in cui Miriana Trevisan l'ha incontrata aveva 17 anni ed era approdata da poco a Non è la Rai, un programma che ha fatto la storia del piccolo schermo, anche più volte contestato. Ai microfoni di Fanpage, la showgirl ricorda il rapporto materno venutosi a creare con la conduttrice, l'attenzione che ha sempre rivolto ad ogni persona che ha lavorato al suo fianco. "Non ha mai sopportato le ingiustizie" racconta, parlando anche del famoso episodio del Cruciverbone: "Dopo arrivò Bonolis, non so se dipese da questo" ammette Trevisan, che chiosa rivolgendole un ultimo e accorato saluto.
Il primo incontro con Enrica Bonaccorti è stato a Non è la Rai. Che incontro è stato?
È stata fondamentale, abbiamo parlato molto. Era la prima volta in cui ero un po più esposta pubblicamente, uscivo dal gruppetto di Non è la Rai per andare al Cruciverbone. Era anche la prima volta che avevo a che fare, da vicino, con quella che per me era una diva. La vedevo lavorare con eleganza, era attenta a raccontare le nostre emozioni, cosa succedeva. Lì mi sono resta conto di cosa significasse fare questo mestiere. Ne fui folgorata.
Che rapporto avevate?
Si rese conto del mio nascondermi, della mia timidezza, ne parlammo fino a diventare amiche. Mi chiamava "scorpioncina". Ho avuto il piacere di stare qualche volta a casa sua, cucinare insieme, parlare delle vita, raccontarsi un po'. Era una donna che non provava competizione, anzi, aveva un amore materno non giudicava, pur avendo un suo pensiero preciso e questo suo lato mi confortava. Mi ha sempre detto "sii te stessa, fregatene di quello che ti dicono gli altri". Aveva comunque il suo bel caratterino.
"Aveva il suo bel caratterino": c'era qualcosa che la faceva arrabbiare?
In quel momento, penso fosse il 90-91, credo che le fosse accaduto qualcosa che non ho mai saputo, aveva avuto una delusione d'amore, qualche dolore. Un giorno mi disse: "Non è così facile come pensi, devi essere forte, acculturarti".
Sembrano le parole di una donna che si è costruita con pazienza, fatica. Pensi che non si sia espressa come avrebbe voluto?
Ho come l'impressione che lei non sia riuscita ad esprimersi pienamente. Aveva una grande sensibilità, una parte fragile, qualcosa di pulito, sincero e soprattutto era una donna molto leale, che davanti a certe ingiustizie rimaneva male.
A proposito di ingiustizie. Un momento che è passato alla storia della Tv è stato quando ha smascherato "la truffa" del Cruciverbone. Te lo ricordi?
C'ero io al Cruciverbone. Non avevo capito cosa stesse succedendo, mi chiedevo "ma perché ci siamo bloccati?", ma non avevo dubbi sul fatto che stesse facendo qualcosa di giusto. Quell'episodio racconta la sua onestà intellettuale verso il pubblico. Poi non so che è successo, perché poco dopo c'è stato il cambio con Bonolis, non so se sia dipeso da questo.
Tra l'altro Enrica Bonaccorti ha sempre preso le distanze dalla definizione di "Lolite" per le ragazze di Non è la Rai. Disse "la malizia è negli occhi di chi guarda".
Certo, era dalla nostra parte. Da lei trapelava gioia quando ci riunivamo, dall'interno non avevamo la sensazione che tutto fosse pensato in modo commerciale, io ero lì pensando di imparare un mestiere. Lei rendeva l'atmosfera più leggera, ci distendeva, ci coccolava, poi se vedeva qualcuna un pelino più fragile come me, la prendeva sotto la sua ala. Ogni volta mi diceva "sei troppo buona".
E aveva ragione?
Non so se sono buona, ma forse non sono mai stata capace di vedere il marcio. All'epoca ero disinteressata, però quando vedi il buono ovunque dai confidenza a persone che possono usare a loro piacimento quello che dici. Ed Enrica intendeva questo, mi diceva: "Sei preziosa, qualsiasi debolezza tu stia vivendo, anche momentanea, è roba tua. Quando l'hai risolto ne puoi parlare".
Ti aveva detto della sua malattia?
No, non mi disse che era malata. Ha raccontato di non aver parlato per quattro mesi, anche con gli amici più stretti, io sono stata tra quelle persone che non hanno ricevuto risposta.
Hai detto di averla incontrata l'ultima volta qualche mese fa. In quell'occasione ti ha spiegato il perché del suo silenzio?
No, è sempre stata materna, era lei a interessarsi a me anche quando magari avrebbe avuto bisogno del contrario.
C'è qualcosa che avresti voluto dirle?
Che per me lei è infinita. È stato uno shock quando ho avuto la notizia, perché quando mi chiedevano come stesse io rispondevo che ce l'avrebbe fatta, ne ero convinta. La vedevo troppo forte, forse mi rifiutavo di accettare l'idea che potesse succedere.