Ludovica Nasti supera L’Amica Geniale col successo de La Preside: “Quella pagina non si dimentica, ma ora c’è anche Lucia”

A diciannove anni, Ludovica Nasti ha già vissuto quello che molti attori sperimentano a fine carriera: il peso di un ruolo iconico che rischia di diventare un'etichetta indelebile. La sua Lila bambina ne L'Amica Geniale ha conquistato pubblico e critica, ma l'attrice napoletana non si è fermata. Mai.
Con il successo de La Preside, la fiction Rai che sta dominando il prime time, Ludovica sta dimostrando di saper andare oltre quella "pagina bellissima" che l'ha resa celebre. In questa intervista a Fanpage.it, Ludovica racconta il suo percorso di crescita, tra scelte coraggiose, no costruttivi e l'insegnamento ricevuto da due grandi attrici come Serena Rossi e Luisa Ranieri.
Come stai?
Bene, grazie, incasinata però. Sto facendo tanta promozione, poi sto studiando per l'università e sono quasi all'inizio di qualche nuova cosa, qualche nuovo set. Dedico anche del tempo per me, tra palestra e pilates.
Possiamo dirlo a chi ci legge: fare l'attrice consente anche di non lasciare gli studi.
No, assolutamente. Ho sempre considerato l'università come un discorso parallelo rispetto al mio lavoro di attrice. Mi è sempre piaciuto studiare, acculturarmi, sapere. Sono una curiosa di professione.
Qual è il corso di laurea?
Arte e cultura dell'umanesimo. A me piace tantissimo scoprire e sapere, quindi è molto bello.
Con La Preside, a due puntate dal via possiamo già parlare di cifre alte, di grandi ascolti, ma soprattutto di grande apprezzamento del pubblico. Come stai vivendo questo successo?
Sono felicissima. Immaginavo potesse essere una serie così potente a livello proprio di storia. Perché raccontiamo una grande storia, però non mi immaginavo tutto questo amore che poi riusciva a prendere. Mi stanno arrivando così tanti messaggi, di tantissime persone. Dagli adulti, che possono essere mia madre, i miei nonni, i miei zii, ipotetici, ma anche i ragazzi della mia età. Cioè, è incredibile come La Preside sia riuscita a conquistare un pubblico così trasversale e ho notato questo affetto gigante nei miei confronti che veramente mi emoziona. Mi dico: allora quello che faccio arriva a qualcuno?
Il fatto che il personaggio di Lucia abbia quasi la tua stessa età ha dato una marcia in più a tutto, immagino. Conoscevi le dinamiche e i contesti?
Non ho mai sentito Lucia un personaggio distante. C'è qualcosa che si avvicina molto alla mia realtà per il fatto che, nonostante lei viva in un contesto disagiato, ha la fortuna di essere seguita dai genitori. Questo si avvicina a me, ho dei genitori molto presenti, che mi hanno sempre incitato allo studio e continuano a farlo.
Qual è l'aspetto che ti piace di più di Lucia?
Credo il fatto che c'è tutto un viaggio nello scoprirsi in questa serie. Lucia è una studentessa, ma resta vicino alla preside, incoraggia le sue iniziative e in questo poi arriva a una conclusione fondamentale per se e per i suoi amici.
Ovvero?
Che, probabilmente, non è sbagliato credere che a fare un ragazzo non sia il contesto, ma bensì quello che lui ha dentro, la profondità che porta dentro.
Vieni da un'altra grande fiction di successo come Mina Settembre. Dopo Serena Rossi ti sei misurata con Luisa Ranieri. Mi racconti questo passaggio?
Ma io credo siano entrambe due serie incredibili. Entrambe le protagoniste coi loro personaggi si battono per dei temi sociali attuali, soprattutto, e che ci circondano, credo la cosa più bella. Poi parliamo di due donne molto forti. Ecco, aver avuto l'opportunità di guardare questi due personaggi, ovvero quello di Mina e quello di Eugenia che combattono per i loro ragazzi, per la loro città è stato molto interessante. Poi due attrici di così grande fama, livello, come loro approcciano a questi personaggi è stato di insegnamento.
Il personaggio di Viola in Mina Settembre.
L'ho sentito tantissimo perché sono andata a raccontare una storia veramente toccante, una storia veramente difficile. Ho sentito, ho cercato di sentire quello che veramente poteva provare Viola e secondo me è stato fantastico. La cosa più bella sono stati i messaggi che ho ricevuto da tantissime ragazze che sono state in quelle situazioni e hanno vissuto quelle situazioni e non c'è cosa più gratificante di sentirsi dire "Mi sono rivista, hai fatto un'interpretazione magnifica".
C'è qualcosa che hai "rubato" da Serena Rossi e da Luisa Ranieri?
Di Luisa, ho osservato tanto la sua fermezza. Il suo restare dentro in un personaggio riuscendo quasi a rivivere interamente in quella persona. Anche il fatto del suo essere così donna, così femminile, non è affatto scontato. Io la guardavo e mi piaceva tutto quello che faceva. Invece di Serena, oltre che una grande attrice, posso dire che per me è veramente bravissima. Ho amato molto la sua spontaneità, il rapporto con gli altri personaggi e l'umanità nei confronti della troupe. Questa è una caratteristica fondamentale.
Ti piace stare sui social? Leggi i messaggi? Interagisci coi fan?
Sì, sì, hai voglia. Cerco sempre di rispondere a più non posso. Tanti sentono di potersi confidare con me e io li metto a proprio agio, ascolto sempre quello che loro hanno da dire e rispondo anche con dei consigli. Poi sono una a cui piace mostrare sui social quello che faccio di carino, di simpatico, di bello, di coinvolgerli in qualche modo quando posso.
Come scegli i progetti? Hai un'idea precisa nella testa? Qual è la cosa che ti fa dire "Sì, lo faccio"?
I miei personaggi li scelgo, ovviamente, dopo aver letto la sceneggiatura. L'ho sempre detto che a me se la sceneggiatura dà una qualsiasi tipo di emozione e credo che quel personaggio io possa riuscire ad interpretarlo nel modo in cui deve, nel modo in cui lo valorizza, io dico "Sì, ok, questo è il mio progetto". In qualche modo me lo sento anche un po' dentro, vado anche un po' di pancia. Poi ovviamente su tante scelte mi confronto, soprattutto con i miei agenti. Da quando ero più piccola, ma anche a tutt'oggi, in qualche modo chiedo un consiglio ai miei genitori perché sono molto presenti e mi fa piacere coinvolgerli, anche se la decisione resta mia.
È un'età giovanissima la tua, però in qualche modo la domanda è questa: hai già avuto a che fare con il rimpianto?
Beh, ho detto qualche no, ma non ho avuto rimpianti. Se penso di aver rifiutato qualcosa per la mia crescita, in automatico penso che non ci sia spazio per i rimpianti. Magari ho rifiutato ruoli che sentivo di aver già esplorato, perché non era quello che dovevo fare in quel momento, perché magari ero convinta che ci fossero altri piani per me.
Parliamo di Lila e dell'Amica Geniale. Come si va avanti? Come si cambia quella pagina bellissima, quella bambina eterna, per diventare altro come stai facendo?
Si va avanti con i personaggi che ho portato in scena fino a questo momento. Tutti personaggi a cui ho cercato di dare profondità, mettendo tutta me stessa, creando la possibilità di lasciare qualcosa alle persone. Quella pagina non si dimentica anche perché a me fa piacere ricordarla, ma da attrice ti dico che io sono molto felice di quello che sto costruendo. Perché sto cominciando a realizzare che ci si ricorda anche di Viola in "Mina Settembre" e, da adesso, anche di Lucia in "La Preside". Questo è l'unico modo per un attore che cerca di costruire, di andare avanti, di crescere.
Cosa guardi nel tempo libero? Quali piattaforme usi?
Io guardo tutto, guardo veramente tutto. Netflix, Prime, Sky se capita. Guardo tutto, anche perché ho tutte le piattaforme a casa. Infatti mio padre non è molto felice di questa cosa (ride, ndr).
L'ultima serie che hai visto?
Stranger Things.
Ti è piaciuto il finale?
Eh, diciamo che mi è sembrato un po' buttato lì, però è stata una grande storia.
E nel tempo libero, quando non studi o non stai a casa a guardare una serie, che fai?
Ma io rispondo sempre che nel mio tempo libero, che poi anche nel mio non tempo libero, sto con la mia famiglia, soprattutto con i miei nipoti. Li vado a prendere a scuola, li porto a danza, la più piccola poi me la tengo molto con me, siamo molto insieme, ci viviamo tanto e mi fa piacere questo. Poi sto con i miei amici di sempre, appena posso.