Corrado Tedeschi: “In Rai si lamentavano per i miei ascolti troppo alti. Oggi in tv programmi agghiaccianti”

Corrado Tedeschi è uno di quei volti che tra cinema e tv non ha faticato a farsi conoscere: programmi di successo, fiction di rilievo e poi il suo campo d'azione si è sposato verso il teatro, lasciandosi alle spalle una carriera che avrebbe potuto decollare, ma abbracciandone un'altra che gli ha dato tante soddisfazioni, come racconta al Corriere della sera. Eppure non dimentica che tanti meccanismi, nascosti, sono alla base di una sua mancata scalata professionale, non manca un commento sulla tv di oggi: "Vedo tanti programmi agghiaccianti, tanti talent tutti uguali".
I trascorsi tra Rai e Mediaset
Il concorso in Rai l'ha vinto a 30 anni, spinto a partecipare dalla sua ex moglie, ma non ha iniziato a lavorare subito: "Ogni tanto chiamavo Voglino a Roma e gli chiedevo: scusi, ma perché pur avendo vinto il concorso non lavoro? E lui mi rispondeva: certi meccanismi della Rai sono misteriosissimi pure per me. Alla fine mi consigliò di chiamare Ludovico Peregrini, il notaio di Mike, che faceva i casting per Canale 5″. Fu la svolta. Arrivò a Mediaset e condusse Doppio Slalom, quiz per ragazzi dai 14 ai 18 anni, che può vantare presente come quella di Matteo Salvini e Adinolfi:
Dopo la prima settimana non potevo più uscire per strada. Fu un successo spaventoso, facevamo numeri incredibili, ascolti pazzeschi. Essere riconosciuto per strada era bellissimo. E succede ancora adesso: sopra una certa età tutti sono cresciuti con quel quiz
Era bravo Tedeschi, tanto che Raimondo Vianello lo aveva individuato come suo suo successore a Pressing: "Appena lo disse mi si creò il vuoto intorno. Da quel momento mi fecero la guerra e così finì la mia avventura a Italia 1". Tornò in Rai, dove iniziò la sua avventura con Cominciamo bene, durata ben cinque anni:
Prima tre anni estivi con Ilaria D’Amico e poi due con Elsa Di Gati. Era una trasmissione di grande successo, il direttore di rete ci chiamava la mattina: state facendo troppo, state rompendo le scatole a Rai1 e Rai2. Io mi meravigliavo di questi strani equilibri all’interno della stessa azienda. Mi sembravano tutti matti.
Lo avevano scelto per condurre L'Eredità, ma qualcosa cambiò improvvisamente: "Mi chiamò il direttore generale e mi fece vedere il palinsesto: mi era stata assegnata L’Eredità. Così ho lasciato Rai3 e sono andato a Rai1, ma nel frattempo sono saltati tutti quelli che mi volevano e io sono rimasto senza niente". Dopodiché, quindi, è arrivato il teatro con cui ha placato le "piccole amarezze televisive". D'altra parte, anche in tv come attore alla fine non ha avuto il riscontro sperato: "Devo dire che anche lì c’è un circo… Vedi sempre le stesse facce, come al cinema. Possibile che i film siano in mano sempre agli stessi dieci attori?".