Megan Fox diventa testimonial per la disfunzione erettile: la sua reazione alle polemiche sul farmaco

Immagine
Megan Fox è la protagonista di uno spot per un trattamento contro la disfunzione erettile. La scelta della sex symbol di Hollywood ha fatto discutere, ma l’attrice difende la campagna: “Perché rendere ancora più pesante qualcosa che lo è già?”.

Entra in scena vestita di rosso, aderentissima dalla testa ai piedi, guarda la telecamera e comincia a parlare di disfunzione erettile. Nello spot, Megan Fox non si limita a prestare il volto a un trattamento destinato agli uomini. Diventa letteralmente quel prodotto, con una serie di battute a doppio senso sulla rapidità d’azione, sulla consegna a domicilio e sulla confezione discreta. La campagna è stata lanciata negli Stati Uniti il 1° ottobre e vede l'attrice, 40 anni, affrontare con ironia un tema che per molti uomini resta ancora difficile da affrontare apertamente. Il tono è volutamente provocatorio e gioca fino in fondo con la sensualità dell’attrice, da quasi vent’anni uno dei più riconoscibili sex symbol di Hollywood. È proprio questa scelta ad aver acceso il dibattito: c’è chi ha apprezzato l’idea di usare l’ironia per sdrammatizzare un argomento considerato ancora un tabù e chi invece ha trovato fuori luogo affidare una campagna sanitaria a un volto costruito nell’immaginario collettivo attorno alla sua forte carica erotica.

Megan Fox, quando la sensualità è diventata un marchio

Per capire perché sia stata scelta proprio lei, bisogna tornare a quando Megan Fox era ancora poco più che una promessa di Hollywood. La fama internazionale arriva nel 2007 con Transformers, il blockbuster di Michael Bay che la porta al centro dell’immaginario pop nel ruolo di Mikaela Banes. Fox aveva appena 21 anni quando, l’anno successivo, venne scelta dai lettori di FHM come la donna più sexy del mondo con quasi nove milioni di voti espressi per la 14esima edizione del sondaggio. Nel giro di pochissimo tempo la sua immagine supera il confine del cinema: nel 2009 il Los Angeles Times la definiva la prima vera sex symbol del XXI secolo, accostandola a icone come Farrah Fawcett e Pamela Anderson e, nello stesso periodo, diventa anche il volto globale di Emporio Armani Underwear e Armani Jeans per la campagna 2010, prendendo il posto di Victoria Beckham.

Immagine

Per anni l'attrice ha raccontato quanto fosse pesante essere ridotta alla propria sensualità. Nel 2019, in un'intervista con Diablo Cody, la sceneggiatrice premio Oscar per Juno e autrice di Jennifer's Body, Fox spiegò che la sua sessualizzazione non riguardava soltanto quel film, ma aveva accompagnato praticamente ogni progetto e ogni rapporto professionale della sua carriera. Oggi quella stessa immagine torna al centro di una campagna sanitaria, questa volta utilizzata consapevolmente dall’attrice e dal brand come leva comunicativa.

Il tabù della virilità

Fox, però, non sembra vivere la campagna come una contraddizione. Anzi, ha spiegato di aver apprezzato proprio l'idea di prendere un argomento serio e trattarlo con leggerezza. “Perché prendere qualcosa che è già pesante e renderlo ancora più pesante?”, ha detto a People, sostenendo che l'ironia possa aiutare gli uomini a parlare più liberamente delle proprie difficoltà.

Per l'attrice, il problema si lega anche al modo in cui molti uomini costruiscono la propria identità intorno alla sessualità e alla virilità. Se alle donne vengono imposti continuamente standard legati a corpo, aspetto e giovinezza, secondo Fox agli uomini viene spesso chiesto di misurare una parte della propria identità attraverso la prestazione sessuale. È anche per questo, sostiene, che una difficoltà simile può essere vissuta come qualcosa di cui vergognarsi. Da qui la sua convinzione che la questione non riguardi soltanto chi sperimenta il problema: l'attrice ha sottolineato che la disfunzione erettile può coinvolgere entrambi i partner, soprattutto quando interferisce con l’intimità. E nelle relazioni lunghe, ha spiegato, la vita sessuale attraversa inevitabilmente momenti diversi: proprio in quelli più difficili diventano fondamentali il dialogo, la trasparenza e la capacità di sostenersi a vicenda. “Siamo dalla stessa parte. Vogliamo la stessa cosa. Facciamolo insieme”, ha detto. La scelta di mettere una donna al centro dello spot, quindi, nascerebbe anche da questa prospettiva.

Lo spot doveva essere ancora più spinto

C'è un retroscena che rende la campagna ancora più curiosa. Fox ha raccontato a People di essere arrivata sul set aspettandosi di dover chiedere al team ancora più umorismo, sensualità e gioco. È successo l'opposto: il concept originale era così spinto che alla fine è stata proprio lei a suggerire di ridimensionare alcune battute e alcuni doppi sensi.

Le polemiche: “troppo sexy” per parlare di salute

La reazione del pubblico è stata inevitabile. Le critiche si sono concentrate soprattutto sul tono dello spot, giudicato da alcuni troppo ammiccante per una campagna che parla di un problema di salute. Altri hanno contestato proprio la scelta di utilizzare un sex symbol come Megan Fox per attirare l’attenzione su un tema rivolto principalmente agli uomini, leggendo l’operazione come un modo per sfruttare l’immagine dell'attrice più che come un’effettiva campagna di sensibilizzazione. Sui social sono comparsi anche commenti che hanno definito lo spot “cringe” e accuse secondo cui l’operazione sarebbe stata dettata soprattutto da ragioni economiche. A far discutere è stata anche la natura del prodotto pubblicizzato: come riportato da People, si tratta infatti di un farmaco composto, non sottoposto alla stessa procedura di approvazione preventiva della FDA (Food and Drug Administration) prevista per i medicinali tradizionali.

Megan Fox non ha preso le distanze dal tono provocatorio dello spot, anzi lo ha difeso proprio per la sua capacità di alleggerire un argomento ancora difficile da affrontare. Il suo messaggio è rivolto soprattutto agli uomini che vivono questo tipo di difficoltà: non c’è niente di cui vergognarsi e parlarne può essere il primo passo per affrontare il problema anche all’interno della coppia.  Uno spot che non è passato di certo inosservato.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views