Belen Rodriguez canta Algo contigo con il papà Gustavo: attaccata per la canottiera troppo fina

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Belén Rodriguez canta Algo contigo al ristorante con il padre Gustavo, ma sui social si parla solo della canottiera senza reggiseno. Le critiche arrivano dopo il compleanno e il gossip su Okoye.

C'è un microfono, c'è un tavolo apparecchiato, c'è un padre seduto accanto alla figlia. E c'è una canzone argentina che parla di desiderio e di attesa. Sembrerebbe la scena più innocua del mondo, di quelle che finiscono negli album di famiglia. Invece, trattandosi di Belén Rodriguez, diventa l'ennesimo processo sommario celebrato nei commenti di Instagram. Imputato, stavolta, non un fidanzato né un'indiscrezione: una canottiera bianca.

Il duetto con papà Gustavo e il brano di Vicentico

Nel video la showgirl argentina è seduta al ristorante, microfono in mano, e intona Algo contigo, brano che in Argentina tutti conoscono nella versione di Vicentico. Accanto a lei c'è Gustavo Rodriguez, il padre. Un momento privato, di quelli che raccontano un legame più di cento interviste, e che Belén ha scelto di condividere con chi la segue.

Il pubblico, però, ha guardato altrove. La 42enne indossava una canottiera bianca dal tessuto leggermente trasparente e non portava il reggiseno. Tanto è bastato perché la canzone, la voce, il padre sparissero dall'inquadratura mentale di buona parte degli utenti.

Le critiche degli haters: "Poco elegante"

Il tenore dei commenti è quello di un tribunale improvvisato. "Poco elegante", scrive qualcuno. "Io mi sentirei a disagio al posto tuo", aggiunge un altro. E ancora: "Ma indossare il reggiseno no?", "Non è questione di vestirsi come si vuole ma di stile e classe", "Il senso del non reggiseno?". C'è chi ricorre all'ironia da casermone: "Si possono appendere i quadri", e chi sceglie la volgarità spicciola: "Sempre con la mercanzia in evidenza". Qualcuno tira in ballo perfino l'ex marito e la kermesse ligure: "Mi sa che Belen vuole essere invitata da De Martino a Sanremo…".

Un settembre sotto assedio: da Corona a Okoye

Il video arriva al termine di un mese in cui Belén Rodriguez non ha avuto un giorno di tregua. Prima le indiscrezioni diffuse da Fabrizio Corona su un presunto tradimento, mai confermate e smentite dalla diretta interessata, che ha annunciato azioni legali. Poi la fine della relazione con Gaetano Fidanzati, il personal trainer con cui aveva trascorso l'estate, che non ha retto alla pressione mediatica pur restandole vicino nei giorni più difficili.

Il 20 settembre la showgirl ha festeggiato i 42 anni in un locale milanese, circondata dagli affetti più stretti: i genitori Gustavo Rodriguez e Veronica Cozzani, il figlio Santiago, la sorella Cecilia con Ignazio Moser e la piccola Clara Isabel. Una presenza, quella della sorella e del cognato, che ha smontato le voci su presunte fratture in famiglia.

Anche quella serata, però, è finita nel frullatore del gossip. Un video la mostrava ballare con Maduka Okoye, portiere dell'Udinese reduce dal chiacchierato legame con Cardi B. In poche ore si parlava già di flirt. Secondo quanto ricostruito dal settimanale Chi, l'incontro sarebbe stato del tutto casuale: il calciatore era nel locale con i suoi amici, conosceva Patrizia Griffini, amica storica di Belén, e il ballo sarebbe nato così, in pista, senza alcun seguito. Belén avrebbe lasciato la festa con i genitori.

Perché con Belén il bersaglio è sempre il corpo

C'è una costante che attraversa vent'anni di carriera di Belén Rodriguez, dalla farfallina sanremese in poi: il suo corpo è stato prima il suo passaporto per la televisione italiana, poi il pretesto per giudicarla. Lo stesso pubblico che l'ha resa un'icona proprio per quella fisicità oggi le chiede di nasconderla, come se a 42 anni una donna dovesse rientrare nei ranghi, coprirsi, chiedere scusa.

Il meccanismo è evidente se si guardano le ultime settimane in fila: le accuse di Corona, la fine della storia con Fidanzati, il ballo con Okoye trasformato in flirt, adesso la canottiera. Cambia il pretesto, non la sostanza. Belén non viene commentata per ciò che fa, ma processata per ciò che è.

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