Il fenomeno Marty Supreme: perché il film con Timothée Chalamet sta conquistando pubblico e critica

Il fenomeno Marty Supreme è ufficialmente esploso. Il biopic sportivo diretto da Josh Safdie, con Timothée Chalamet protagonista, è tornato al primo posto del box office, superando Buen camino e La Grazia di Paolo Sorrentino. Con 139.874 euro incassati in un solo giorno, il film ha già raggiunto 1,75 milioni di euro complessivi in cinque giorni, confermandosi come uno dei titoli più forti del momento (fonte cinetel). Ma il successo non si spiega solo con i numeri. Marty Supreme è diventato un vero fenomeno culturale, capace di aprire un nuovo trend, riportando sotto i riflettori una storia in bilico tra realtà e mito.
Un film sportivo che non parla davvero di sport
Ambientato nella New York degli anni ’50, Marty Supreme racconta l’ascesa di Marty Mauser, talentuoso e squattrinato giocatore di tennis da tavolo deciso a uscire dall’anonimato. Il protagonista, interpretato da Chalamet, è brillante, arrogante e imperfetto: più che una storia di ping-pong, il film è un racconto sulla fame di successo, sull’azzardo e sull’arte di arrangiarsi. Safdie usa lo sport come sfondo per mettere in scena un’umanità fatta di truffe, scommesse, ambizioni smisurate e cadute rovinose. Un’impostazione che richiama chiaramente i suoi precedenti più celebri (Diamanti grezzi, Good Time) e che rende il film lontano dai classici biopic sportivi.
La storia vera dietro Marty Supreme
Il personaggio di Marty Mauser è liberamente ispirato a Marty Reisman, figura realmente esistita e leggenda del tennis da tavolo americano. Reisman, soprannominato ‘The Needle' per la sua lingua tagliente e il fisico asciutto, era famoso tanto per il talento quanto per la capacità di destabilizzare avversari e pubblico con battute, provocazioni e bluff psicologici. Cresciuto tra i parchi e i seminterrati di New York, Reisman ha vissuto a lungo di partite clandestine e scommesse, attirando gli sfidanti per poi batterli quando la posta si alzava. Molti episodi raccontati nel film affondano le radici nella realtà, come il viaggio a Londra per i Mondiali, il confronto con i campioni giapponesi e la celebre rivalità legata all’introduzione delle racchette in gomma, che cambiarono per sempre il gioco. Altri elementi, come alcune relazioni sentimentali e figure dell’alta società (come Kay Stone, interpretata da Gwyneth Paltrow), sono invece frutto di invenzione narrativa. Reisman, nella vita reale, vinse titoli nazionali per decenni, continuò a competere fino a età avanzata e rifiutò sempre l’idea di giocare “per divertimento”. Per lui il tennis da tavolo era sopravvivenza, non intrattenimento.
Il successo di Marty Supreme nasce dalla combinazione tra una storia vera e una performance magnetica di Timothée Chalamet, che continua a raccogliere consensi e candidature. Il film si è imposto anche nella stagione dei premi, conquistando 11 nomination ai BAFTA, gli Oscar britannici, ed è in corsa nelle categorie principali, con Chalamet candidato come miglior attore protagonista e Odessa A’zion riconosciuta tra le interpreti non protagoniste.
Marty Supreme, un vero cult
A trasformare Marty Supreme in un vero fenomeno non è stato soltanto il successo al botteghino, ma una campagna promozionale completamente fuori dagli schemi, capace di fondere cinema, performance e cultura pop. Dalle anteprime con gadget esclusivi — borse arancioni, cappellini, poster alternativi e persino palline da ping-pong — finiti su Vinted poche ore dopo, fino a eventi underground e apparizioni imprevedibili di Timothée Chalamet, il film ha mantenuto l’hype costantemente alto.
La strategia della casa di produzione A24 non si è limitata a un meeting Zoom — vero o finto — in cui il protagonista suggeriva idee promozionali: ogni elemento della campagna è stato pensato per creare un’esperienza continua tra film, attore e pubblico. Un ruolo centrale lo ha avuto l’arancione, colore onnipresente in gadget, merchandising e soprattutto nel dirigibile promozionale. Non era semplice decorazione ma una scorciatoia mentale che richiama automaticamente titolo, personaggio e film. E il gesto è diventato fisico: un dirigibile completamente arancione, con il titolo Marty Supreme in grande, sorvolava i cieli americani, trasformando la pubblicità in un'esperienza impossibile da ignorare.