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C’è ancora domani di Paola Cortellesi: quanti premi ha vinto e perché è diventato il manifesto del 25 novembre

Per la giornata contro la violenza sulle donne di martedì 25 novembre 2025, Rai 1 manda in onda in prima visione C’è ancora domani di Paola Cortellesi. Venduto in 126 Paesi, il film ha incassato oltre 49 milioni di dollari a livello mondiale ed ha superato i 36,8 milioni di euro al box office italiano. Vediamo nel dettaglio quanti premi ha vinto e perché è diventato il manifesto della causa femminista.
A cura di Eleonora D'Amore
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Per la giornata contro la violenza sulle donne di martedì 25 novembre 2025, Rai 1 manda in onda in prima visione C'è ancora domani di Paola Cortellesi. I motivi non bisogna nemmeno spiegarli e fanno da sfondo all'enorme successo del film a livello internazionale. Vediamo nel dettaglio quanti premi ha vinto e perché è diventato il manifesto della causa femminista.

Paola Cortellesi ha presentato C'è ancora domani alla Festa del Cinema di Roma 2023, dove vinse il premio Speciale della Giuria e una Menzione speciale come Miglior opera prima. Da lì, il film è diventato uno dei fenomeni cinematografici italiani più rilevanti, sia a livello di botteghino che di critica e riflessione culturale. Venduto in 126 Paesi, il film ha incassato oltre 49 milioni di dollari a livello mondiale ed ha superato i 36,8 milioni di euro al box office italiano. A livello internazionale, ha conquistato in particolar modo la Francia (oltre 4 milioni di euro) e la Cina (6 milioni di incassi in un mese). Lato premi: 6 David di Donatello su 19 candidature, il Nastro d'argento al film dell'anno e, di recente, il Golden Panda Award (Cina) e l'Oscar cinese come Miglior film straniero, il Golden Rooster Award, ricevuto il 15 novembre scorso.

Nelle sale per 22 settimane, è diventato il film italiano con i maggiori incassi di sempre nel 2023, capace di superare anche blockbuster internazionali come Barbie e Oppenheimer, soprattutto grazie al potente innesco, e ritorno, sulla questione femminile. C'è ancora domani ha vinto 6 David di Donatello su 19 candidature, nello specifico: Miglior regista esordiente e miglior attrice protagonista a Paola Cortellesi, Miglior attrice non protagonista a Emanuela Fanelli, Migliore sceneggiatura originale a Furio Andreotti, Giulia Calenda e Paola Cortellesi, David dello spettatore e David Giovani.

Nel suo straordinario percorso in giro per il mondo ha ottenuto anche tanti altri importanti riconoscimenti internazionali, quali:

  • Film of the Year 2024 by the Protestant Film Jury in Germany (Germania),
  • People’s Choice Award al Pingyao International Film Festival 2024 (Cina),
  • Dragon Award Best International Film al Göteborg Film Festival 2024 (Svezia),
  • Premiò do Público para Melhor Filme alla Festa do Cinema Italiano 2024 (Portogallo),
  • Sydney Film Prize al Sydney Film Festival 2024 (Australia),
  • Golden Apple for Special Acting Achievement al KRAFFT 2024 (Slovenia),
  • Audentia Award for Best Female Director al Norwegian International Film Festival di Haugesund 2024 (Norvegia) ,
  • Prix Sisley les Arcs Femme de Cinéma (Francia),
  • Golden panda award (Cina)
  • Golden rooster award com e miglior film straniero (Cina)
Marcella (Romana Maggiora Vergano)
Marcella (Romana Maggiora Vergano)

Girato in bianco e nero e ambientato nella Roma della seconda metà degli Anni 40, il film racconta la storia di Delia (Paola Cortellesi), una donna che vive la gabbia di un matrimonio violento a causa di un marito misogino, Ivano (Valerio Mastandrea). Il cruccio di Delia si sposterà dalla sua misera vita, ormai destinata alle botte e alla sofferenza muta, a quella di sua figlia Marcella (Romana Maggiora Vergano) che è finita nella rete di un apparente bravo ragazzo di ceto borghese, Giulio (Francesco Centorame), rivelatosi in breve tempo degno erede del più becero patriarcato, il cui scettro è sicuramente del padre di Ivano, il Sor Ottorino (Giorgio Colangeli). L'unica protesa verso un cambiamento è l’amica Marisa (Emanuela Fanelli), che la spronerà verso una coscienza critica e una maggiore consapevolezza di sé. Prendono man mano la scena il diritto al voto e la convocazione ai seggi, che daranno la possibilità di fare muro alle resistente culturali che vorrebbe le donne ancora nei loro tinelli con i grembiuli sporchi e i volti segnati dalle violenze. A bocca chiusa di Daniele Silvestri fa da colonna sonora e il testo non poteva essere da meno nell'economia delle intenzioni di questa meravigliosa opera prima come regista.

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