Testo e significato di “Emigrato (Italiano)” di Welo, il jingle ufficiale di Sanremo 2026

La promessa era arrivata sul palco di Sarà Sanremo 2025, quando la sfida tra Welo, nome d'arte di Manuel Mariano, e Angelica Bove, la seconda si era aggiudicata la vittoria con "Mattone". In quel momento, Carlo Conti ha deciso comunque di premiare Welo, chiedendogli di trasformare la sua "Emigrato" nel jingle di Sanremo 2026: un destino comune a quello capitato l'anno scorso a Gabry Ponte con il singolo "Tutta l'Italia". Qui il testo e il significato di "Emigrato (Italiano)", il jingle di Sanremo 2026.
Il testo di Emigrato (Italiano), la sigla di Sanremo 2026
Emigrato, perché qui lo Stato è sempre assente, ingiustificato
Emigrato, perché l'impiegato è figli di chi fa, non dico altro
Emigrato, disgraziato, la galera non l'ha mai cambiato
Una donna del Mediterraneo, i nostri valori non sono mai in palio
Vieni da noi, che balli la salsa
Scagli la pietra chi pecca
Tutti abbiamo la pancia
Comunque mi hai fatto cilecca
Milano, ci pagano bene
Nel Salento ci pagano poco
Ma i soldi non sono importanti
Ci vediamo al solito posto
Emigrato, disgraziato, sfaticato
Sono questo, sottoscrivo, punto e a capo
Lavorare non mi va, resto in piazza, na-na-na
Poi brindiamo con i soldi di qualche invalidità
Devi scappare da qua
Dicono: "Nasci, cresci e muori"
E come è bello il mare fuori
Persino il cielo piange, tu portami su Marte
Perché da qui
Devo emigrarе, brother
Non mi metto in posa
Bevo solo vino buono
Sai chе mi ha insegnato nonna?
(Uno) Varie tradizioni
(Due) Zero tradimenti
Noi giriamo sui trattori
Mica stiamo a fare trading
Eh-oh
Al mio paese è routine il lavoro in nero
Ma puoi dichiarare per ridarli indietro
Qui è la normalità
C'è chi spera in qualcosa, che qualcosa non si sa
Emigrato, disgraziato, sfaticato
Sono questo, sottoscrivo, punto e a capo
Lavorare non mi va, resto in piazza, na-na-na
Poi brindiamo con i soldi di qualche invalidità
Devi scappare da qua
Dicono: "Nasci, cresci e muori"
E come è bello il mare fuori
Persino il cielo piange, tu portami su Marte
Perché da qui
Devo emigrare, pa-pa-pa
Lontano dagli alligatori, pa-pa-pa
Dicono: "Devi andare fuori"
Mai più stare in disparte, tu portami su Marte
Perché da qui
Devo emigrare, pa-pa-pa
C'è chi fa anche due o tre lavori, pa-pa-pa
Dicono devi andare fuori, sempre fuori
Terra asciutta sarà un prato, come fiori
Il significato di Emigrato (Italiano), la sigla di Sanremo 2026
"Emigrato (Italiano)" è il brano di Welo, diventato il jingle di Sanremo 2026. Il brano è stato prodotto da Nathys, nome d'arte di Anthony Calicchio, e Chef P, aka Pietro Miano. Il brano è stato scritto in collaborazione con Fabio Campedelli e Francesco D'Agostino. Il significato della canzone può essere riassunto proprio nei primi passaggi del brano, in cui l'autore denuncia le condizioni del sud Italia dove lo "stato è sempre assente, ingiustificato". Nei passaggi successivi Welo sottolinea la distanza d'opportunità tra nord e sud Italia, cantando: "Milano, ci pagano bene, nel Salento ci pagano poco". Successivamente vengono indicati alcuni atteggiamenti contraddittori, da "Al mio paese è routine il lavoro in nero, ma puoi dichiarare per ridarli indietro" e "Lavorare non mi va, resto in piazza, na-na-na, poi brindiamo con i soldi di qualche invalidità". Un'esortazione continua a lasciare la propria terra, anche in maniera ironica, che si conclude con "Dicono devi andare fuori, sempre fuori, terra asciutta sarà un prato, come fiori".