Dopo Andrea Pucci nel mirino Tony Pitony: “Nei suoi testi c’è sessismo e predominanza fallica”

Mentre il polverone su Andrea Pucci si è appena sedimentato, con il comico che ha rinunciato a co-condurre la terza serata del Festival, uno dei quotidiani nazionali mainstream alza il velo su un altro ospite di Sanremo 2026 che, a ben vedere, dovrebbe far impallidire qualsiasi censore: Tony Pitony, il cantante mascherato da Elvis che ha costruito la sua carriera su testi che definire politicamente scorretti è un eufemismo da educande.
"Il problema non sono le parole volgari", scrive Paola Italiano su La Stampa, "bensì le immagini letteralmente pornografiche che dipingono quei testi". E ancora: "C'è una predominanza fallica, espressa come nemmeno nei peggiori spogliatoi di Caracas". Il cantante sarà nella serata cover in coppia con Ditonellapiaga. L'articolo suggerisce che nessuno ha battuto ciglio quando è stato annunciato Tony Pitony, che è anche il cantante ufficiale del Fantasanremo.
Chi è Tony Pitony
Tony Pitony è un fenomeno musicale che sta riempiendo i teatri da mesi. Una sorta di crasi tra Elio e le storie tese e Ruggero dei Timidi. Ha firmato l'inno ufficiale del FantaSanremo, Scapezzolate, che sui social spopola, e Fiorello in persona lo ha ospitato alla Pennicanza su Rai Radio 2, scherzando sul fatto di aver dovuto "fare domanda in carta bollata alla Rai per mandare in onda Donne ricche".
Secondo la collega de La Stampa, i suoi brani hanno già provocato proteste delle femministe, in particolare Culo, mentre Ossa grosse non risparmia frecciate alla body positivity. Anche Donne ricche è una canzone che attacca una versione stereotipata della donna: quella coi soldi. Insomma, materiale che sulla carta dovrebbe far saltare sulla sedia chiunque si sia indignato per le vecchie battute di Pucci su Tommaso Zorzi.
Ma il paragone con Pucci non regge
Il paragone con Pucci non regge. Primo: Andrea Pucci non è stato censurato da nessuno. Si è ritirato da solo, cedendo alle pressioni social. Nessuna commissione Rai lo ha escluso, nessun direttore artistico lo ha cacciato. Ha scelto lui di fare un passo indietro, come ha spiegato lo stesso Luca Bizzarri nel suo podcast: "Ha dato ragione agli imbecilli". Secondo, cosa più importante: Tony Pitony fa arte. Provocatoria, volgare quanto si vuole, ma arte. Non è un comico che fa battute discutibili. È un artista che usa la provocazione come strumento espressivo. Insomma, a scanso di equivoci: nessuno tocchi Tony Pitony.